Rinnovabili in calo in Italia: nei primi nove mesi del 2018 -8% installazioni

Il comparto è in attesa del Decreto ministeriale di incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili

Rinnovabili&Territorio
Redazione
2018-10-30

Il comparto delle energie rinnovabili italiani sta aspettando con impazienza che venga ufficializzato il Decreto ministeriale di incentivazione della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, atteso ormai dal 2016.

Il 17 ottobre scorso il Ministero dello Sviluppo Economico ha comunicato di aver inviato al ministero dell'Ambiente lo schema definitivo del decreto, per il previsto parere di concerto.

Ma nel mentre qual è la performance del settore?

ANIE Rinnovabili, la prima associazione di Confindustria cui aderiscono le imprese operanti nel settore delle energie rinnovabili (fotovoltaico, eolico, biomasse, geotermia, idroelettrico, solare termodinamico), ha appena diffuso un nuovo report sull’andamento delle nuove installazioni effettuate in Italia nei primi nove mesi del 2018.

Il focus si concentra principalmente su quattro fonti pulite – fotovoltaico, eolico, idroelettrico, bioenergie – e non presenta buone notizie: da gennaio a settembre 2018 le nuove installazioni per queste tre fonti non hanno superato complessivamente la quota di circa 630 MW, mostrando così un calo pari all’8% rispetto al 2017.

Si tratta di un andamento frutto di performance diversificate.

Da una parte le installazioni fotovoltaiche nel mese di settembre hanno superato i 42 MW, raggiungendo quota 300 MW complessivi (pari comunque a un -7% rispetto allo stesso periodo del 2017): regioni che hanno registrato il maggior incremento in termini di potenza sono Abruzzo, Calabria, Liguria, Piemonte e Umbria, mentre quelle con il maggior decremento sono Campania, Lazio, Sicilia e Valle d’Aosta.

Per quanto riguarda invece l’energia del vento, che vede l’89% della potenza connessa localizzata nelle regioni del Sud Italia, ANIE Rinnovabili giudica «molto positivo il mese di settembre per l’eolico che con oltre 69 MW raggiunge 207 MW complessivi nel 2018.

Le installazioni risultano comunque in calo (-34%) rispetto allo stesso periodo del 2017.

Per questo comparto si registra un notevole decremento (-96%) anche delle unità di produzione dovuto al fatto che lo scorso 31 dicembre 2017 si è chiusa la finestra per l’accesso diretto degli impianti di piccolissima taglia».

In crescita invece le dinamiche che riguardano l’idroelettrico: «Nonostante nel mese di settembre siano stati attivati soltanto 0,5 MW di nuovi impianti, risulta molto positivo il 2018 per l’idroelettrico che si attesta sui 122 MW complessivi (+138% rispetto ai valori registrati nei primi nove mesi del 2017)».

L’Osservatorio FER di ANIE Rinnovabili è stato integrato stavolta anche con i dati degli impianti a bioenergie connessi fino a settembre 2018.

«Si tratta – riporta l’associazione confindustriale – di 25 impianti a bioenergie per una potenza complessiva di 28 MW. Notizia negativa per il settore, ma era comunque preventivabile; recentemente, infatti, la Commissione Europea ha riscontrato nella Legge di Bilancio 2016 (modificata dalla Legge di Bilancio 2018) delle non conformità alla normativa in materia di aiuti di stato per un’estensione temporale della tariffa incentivata sull'energia prodotta, seppur decurtata del 20%, agli impianti alimentati da biomasse, biogas e bioliquidi sostenibili, che hanno cessato l’attività tra il 1° gennaio 2016 ed il 31 dicembre 2018. La potenza degli impianti che ne hanno fatto richiesta ammonta a 132 MW».


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