Negli ultimi anni il Building Information Modeling è diventato uno standard sempre più diffuso nel settore delle costruzioni, non solo per la capacità di migliorare la progettazione digitale, ma anche perché consente a professionisti, imprese e committenze di collaborare seguendo procedure condivise. Affinché questo metodo possa funzionare realmente, però, è necessario che tutti gli operatori adottino gli stessi criteri nella gestione delle informazioni.
È proprio da questa esigenza che nasce il quadro normativo dedicato al BIM: un insieme di standard internazionali e nazionali che definiscono come organizzare i dati, come scambiarli e quali responsabilità spettano ai diversi soggetti coinvolti durante il ciclo di vita di un’opera.
Perché esistono degli standard per il BIM
A differenza di un semplice software di modellazione, il BIM è prima di tutto un metodo di lavoro collaborativo. Ogni informazione inserita nel modello deve poter essere interpretata correttamente da tutti gli attori del progetto, indipendentemente dal programma utilizzato.
Per questo motivo sono stati definiti standard condivisi che permettono di:
uniformare la gestione delle informazioni;
migliorare la collaborazione tra discipline diverse;
favorire l’interoperabilità tra software;
ridurre errori e incongruenze;
garantire maggiore qualità dei dati.
Un ruolo fondamentale in questo processo è svolto da buildingSMART International, l’organizzazione che promuove gli standard aperti per il BIM e l’interoperabilità digitale nel settore delle costruzioni al fine di sviluppare per favorire lo scambio delle informazioni tra piattaforme differenti.
Le norme ISO 19650
Il principale riferimento normativo internazionale è rappresentato dalla serie ISO 19650, che disciplina la gestione delle informazioni mediante il Building Information Modeling durante tutte le fasi di vita dell’opera.
La normativa affronta aspetti come:
organizzazione dei flussi informativi;
gestione dell’Ambiente di Condivisione dei Dati (CDE);
pianificazione delle consegne informative;
controllo della qualità delle informazioni;
definizione delle responsabilità tra committenza e fornitori.
L’obiettivo non è stabilire come progettare un edificio, ma definire un metodo condiviso per produrre, archiviare e aggiornare le informazioni.
La serie UNI 11337
Nel contesto italiano il principale riferimento è costituito dalla serie UNI 11337, che recepisce molti principi internazionali adattandoli al quadro normativo nazionale.
Queste norme disciplinano numerosi aspetti del processo BIM, tra cui:
classificazione delle informazioni;
livelli di fabbisogno informativo;
organizzazione dei modelli digitali;
gestione dell’ambiente di condivisione dati;
individuazione delle figure professionali coinvolte.
La UNI 11337 rappresenta oggi uno degli strumenti più importanti per uniformare le modalità operative adottate dalle organizzazioni italiane.
Perché conoscere la normativa è un vantaggio professionale
L’introduzione del BIM negli appalti pubblici e la crescente diffusione dei processi digitali stanno rendendo la conoscenza delle norme sempre più richiesta dal mercato.
Non basta infatti saper utilizzare un software di modellazione: è necessario comprendere anche le regole che governano l’organizzazione delle informazioni e la collaborazione tra i diversi soggetti coinvolti.
Per questo motivo molti professionisti scelgono di approfondire questi aspetti attraverso percorsi proposti da BIMstart, un’azienda specializzata in corsi BIM, così da affiancare alle competenze operative una preparazione aggiornata sugli standard oggi utilizzati nel settore.
Le principali figure coinvolte
Le norme italiane identificano anche le responsabilità delle principali figure professionali BIM.
Tra queste troviamo:
BIM Specialist;
BIM Coordinator;
BIM Manager;
CDE Manager.
Ognuna svolge un ruolo specifico nella gestione delle informazioni e contribuisce a garantire qualità, coordinamento e tracciabilità durante l’intero sviluppo del progetto.
Quali vantaggi offre una gestione conforme alle norme
L’applicazione degli standard ISO e UNI produce benefici concreti sia nelle attività di progettazione sia nella gestione successiva dell’opera.
Tra i principali vantaggi possiamo evidenziare:
maggiore affidabilità dei modelli informativi;
riduzione degli errori progettuali;
migliore coordinamento tra discipline differenti;
condivisione più efficace delle informazioni;
ottimizzazione dei tempi di lavoro;
maggiore controllo durante tutto il ciclo di vita dell’edificio.
Conclusioni
Il BIM rappresenta oggi un metodo di lavoro basato sulla collaborazione e sulla condivisione delle informazioni. Le norme ISO e UNI costituiscono il riferimento che rende possibile questa collaborazione, definendo procedure comuni e standard riconosciuti a livello internazionale.
Conoscere questi riferimenti significa non soltanto operare in modo più efficiente, ma anche essere preparati ad affrontare un settore delle costruzioni sempre più orientato verso la digitalizzazione dei processi.

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