Floramiata continua a crescere grazie alla geotermia, con l’obiettivo carbon free

Tra azienda e Enel un addendum per ulteriori 25mila MWh termici a prezzi vantaggiosi

greenreport
Luca Aterini
2019-02-07

Floramiata, azienda amiatina che con più di 27 ettari di serre riscaldate costituisce uno dei complessi serricoli più grandi d’Europa, grazie alla geotermia avrà a disposizione ulteriori 25mila MWh termici annui a prezzi vantaggiosi – circa 10 volte in meno rispetto al costo dei combustibili fossili – per continuare a crescere e assumere: è quanto prevede l’importante addendum all’accordo per la cessione del calore geotermico firmato dall’ad di Floramiata Marco Cappellini insieme al responsabile Geotermia Enel Green Power, Luigi Parisi.

La nuova intesa, alla cui stipula era presente tra gli altri anche il sindaco di Piancastagnaio Luigi Vagaggini, che ai 150mila MWh termici annui forniti fino ad oggi a prezzo agevolato si aggiungano ulteriori 25mila MWh termici annui alle stesse condizioni, per un totale di 175mila MWh termici annui. Si tratta di un passo avanti fondamentale per Floramiata, che come molte altre imprese dell’area geotermica toscana basa la sostenibilità del proprio business plan anche sull’apporto economico derivato dall’utilizzo della geotermia, che consente di supplire ai gap derivanti dalla collocazione geografica montana e supportare gli investimenti necessari alla manutenzione e all’ammodernamento delle strutture produttive.

L’addendum rappresenta un risultato importante anche per tutto il territorio amiatino, nel contesto della collaborazione esistente il Comune di Piancastagnaio, la Regione Toscana, Enel Green Power, CoSviG (il Consorzio sviluppo aree geotermiche) e altre aziende del comprensorio l’impiego della geotermia anche al di là della produzione elettrica, spaziando dall’utilizzo del calore alla promozione turistica delle aree geotermiche nel segno della sostenibilità ambientale e dello sviluppo economico e sociale dei territori. Uno sviluppo di cui Floramiata è oggi un’importate testimone: nata alla fine anni ‘70 su un progetto dell’Eni che ha determinato il ricollocamento di centinaia di ex minatori del monte Amiata nella coltivazione di piante tropicali, dopo un periodo di crisi oggi l’azienda ha un fatturato di 6 milioni di euro e dà occupazione a 120 dipendenti, di cui 100 con contratti a tempo indeterminato. Come annunciato in occasione del Floramart 2018, la 69esima edizione del salone internazionale del florovivaismo, Floramiata continua a puntare in alto: l’obiettivo è quello di diventare la prima azienda floricola europea “carbon free”, un primato che significa non immettere CO2 nell’ambiente in più di quella che se ne sottrae.

Un obiettivo alla portata di mano, in primis grazie al contributo offerto dalla geotermia: complessivamente, il riscaldamento delle serre di Floramiata attraverso il calore geotermico consente un risparmio di circa 50mila tonnellate all’anno di anidride carbonica, mentre in tutta la Toscana – tra produzione di energia elettrica e fornitura di calore – la coltivazione della geotermia consente di evitare l’immissione in atmosfera di 4 milioni di tonnellate equivalenti di CO2 all’anno, e l’impiego di 1 milione e 400 mila Tep (Tonnellate equivalenti di petrolio).

 

 

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