Geotermia, Ricerca, Europa: L’Unione Europea punta sulla geotermia: sono 13 i progetti di ricerca attivi

Ad oggi solo il 3,1% dell’energia primaria prodotta da rinnovabili arriva dal sottosuolo: è il momento di crescere, grazie alla ricerca scientifica

GeotermiaNews.it
Redazione
2017-08-11

L'energia geotermica offre una risorsa pulita e rinnovabile per produrre energia – elettrica e/o termica – grazie al calore naturalmente presente nel sottosuolo, combinando come nessun’altra fonte rinnovabile un'offerta costante nel tempo con emissioni di carbonio ridotte. Un vantaggio strategico che in Europa non è però ancora pienamente sfruttato: di tutta l’energia primaria proveniente da fonti rinnovabili, ad oggi dalla geotermia UE ne arriva il 3,1%.

Per incrementare questo fondamentale apporto, la Commissione europea sta portando avanti ben 13 progetti di ricerca che coinvolgono quasi 20 Paesi e numerosi stakeholder, finanziati attraverso il programma Horizon 2020 (H2020) e il Settimo Programma quadro (FP7).

Si tratta di programmi che si prefiggono di promuovere l’impiego dell’energia geotermica in modo pulito, sicuro ed efficiente, andando ad alimentare processi innovativi dove più ce n’è bisogno. I progetti conosciuti come GEOTech, Cheap-GSHP e ThermoDrill lavorano ad esempio sulle nuove tecnologie di perforazione, andando così ad incidere in una fase di realizzazione degli impianti i cui costi possono arrivare anche alla metà del totale necessario; i progetti GeoWell e SURE si concentrano invece su come incrementare l’efficienza dei pozzi, mentre IMAGE è finalizzato all'esplorazione e alla valutazione di serbatoi geotermici attraverso un approccio multidisciplinare.

DESCRAMBLEche ha il suo cuore a Larderello – è invece all’opera sul fronte dell’acqua supercritica, ovvero per dimostrare che gli impianti geotermici possono funzionare estraendo acqua con valori di pressione 218 volte superiori a quelli in superficie e sottoposta a temperature pari a circa 374°C, un passaggio che permetterebbe di raggiungere una potenza fino a 10 volte superiore rispetto a quella ottenibile con un pozzo geotermico tradizionale.

Cheap-GSHPS esplora invece le caratteristiche di sistemi geotermici poco profondi, cercando di ridurre i costi e i possibili effetti collaterali della tecnologia, ponendo un accento particolare sul suo utilizzo nell’ambito di edifici pubblici e/o storici; CHPM2030 si ripromette invece di sviluppare una dirompente soluzione tecnologica che possa contribuire, in un unico processo interconnesso, a soddisfare i bisogni Europei nel campo energetico e dei metalli strategici. MATChING aspira a ridurre la domanda di acqua di raffreddamento nel settore energetico attraverso innovazioni tecnologiche mentre, infine, DESTRESS, DEEPEGS e GEMex indagano l’impiego di tecnologie avanzate in diversi siti geotermici con caratteristiche geologiche le une diverse dalle altre, in modo da avere lo spettro di ricerca il più ampio possibile.

La fase di finanziamento da parte della Commissione europea per questi progetti di ricerca si concluderà entro il 2020, e le aspettative sono alte: ci si aspetta che i risultati conseguiti contribuiscano in modo sostanziale al miglioramento e alla diffusione dell’energia geotermica in Europa e non solo.

 

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