Come la geotermia è riuscita a trasformare la Valle del diavolo nel paradiso delle rinnovabili

Come la geotermia è riuscita a trasformare la Valle del diavolo nel paradiso delle rinnovabili

Dal castello medioevale di Montecerboli adesso si scorge Larderello, dove, ancora oggi, si imbriglia il vapore "infernale" e lo si trasforma in ricchezza

In due secoli la coltivazione di questa risorsa rinnovabile ha permesso di trasformare una fetta di Toscana dal paesaggio lunare, che ha ispirato l’inferno di Dante, in un’area dove il progresso dell’energia pulita è di portata globale

Greenreport
Luca Aterini
2017-11-06

Montecerboli, un piccolo borgo nel Comune di Pomarance adiacente a Larderello – pressappoco al centro della Toscana –, un tempo era quanto di più vicino si potesse immaginare alla porta d’accesso verso l’inferno.

Il suo stesso nome continua a richiamare quello di Cerbero, il cane a tre teste che secondo la mitologia greca presidiava l’ingresso all’Ade.

Le emissioni naturali causate dalla geotermia che ancora sono presenti nell’area sottoforma di soffioni boraciferi o fumarole ne dominavano il paesaggio, lasciando filtrare dal sottosuolo getti di vapore capaci di raggiungere i 160 °C, misti a gas contenenti ammoniaca e acido borico.

Quanto bastò per rendere il paesaggio lunare, brulla la vegetazione e a Dante per trarne ispirazione e descrivere il suo Inferno...(continua)

 

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