Transizione energetica, una sfida non solo tecnica, ma culturale e morale

La complessità e gli ostacoli per la transizione energetica: scienza e tecnologia non basteranno. Servirà abbondonare il consumismo, creare un’economia circolare, ridurre le diseguaglianze. La terza edizione del libro di Nicola Armaroli e Vincenzo Balzani "Energia per l’astronave Terra”

QualEnergia.it
2017-05-19

Siamo in un momento cruciale della storia dell’astronave Terra: l’era dell’uomo, l’Antropocene, finora caratterizzata dall’uso crescente dei combustibili fossili, deve fare i conti con la necessità di rinunciare gradualmente a questa fonte di energia per non compromettere la stabilità della biosfera e lo sviluppo della civiltà.

Così inizia la prefazione della terza edizione, appena uscita, del libro di Nicola Armaroli (dirigente di ricerca del CNR) e Vincenzo Balzani (professore emerito dell’Università di Bologna e Accademico dei Lincei) dal titolo “Energia per l’astronave Terra”, Zanichelli Editore, pp. 296, € 13,90).

QualEnergia.it intervistò nel febbraio del 2016 il professor Balzani sulle deboli politiche energetiche e industriali italiane e la scarsa attenzione della stampa alle tematiche ambientali.

In questa edizione il sottotitolo è “L’era delle rinnovabili” e dalla prima edizione, che risale al 2008, cioè in meno di un decennio, spiegano gli autori, “sono cambiate più cose di quanto allora potessimo immaginare o sperare”.

In quegli anni iniziava a diffondersi la consapevolezza del fatto che ci troviamo su un’astronave con risorse limitate. I cambiamenti climatici e i danni alla salute causati dall’uso dei combustibili fossili erano già evidenti - si legge nel libro - ma una potente lobby sostenuta da grandi compagnie petrolifere finanziava scienziati e centri di ricerca per gettare dubbi sulla realtà del riscaldamento globale e disorientare l’opinione pubblica.

All’epoca le fonti alternative proposte per sostituire i combustibili fossili erano il nucleare e le energie rinnovabili. Mentre continuava un acceso dibattito tra i sostenitori delle due opzioni, molti davano per certa una rinascita del nucleare e insistevano sull’impossibilità di far fronte alla richiesta globale di energia con le fonti rinnovabili. (continua)

 

 

 

 

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