Il Fondo di garanzia “geotermico” spiegato da Anna Rita Bramerini, direttrice Cna Grosseto

Uno strumento che «offre una nuova gamma di opportunità per chi investe e per chi ha necessità di "consolidare" le proprie esposizioni»

Greenreport
Luca Aterini
2017-04-14

È stato appena istituito il “Fondo di garanzia per investimenti e liquidità” rivolto alle imprese dei territori geotermici toscani, potenzialmente in grado di attivare mutui e prestiti per 20 milioni di euro. In che modo potranno trarne vantaggio le aziende, e in quali Comuni? Per esplorare le potenzialità di questo nuovo strumento finanziario ci siamo rivolti a Anna Rita Bramerini, direttrice generale della Cna (Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa) Grosseto.

«Le imprese che possono trarne vantaggio sono quelle aventi sede in “area geotermica” che – per l’Amiata grossetana – riguarda i comuni di Arcidosso, Castel del Piano, Santa Fiora e Roccalbegna, mentre per l’Amiata senese riguarda Piancastagnaio, Radicofani e San Casciano dei Bagni.

Il “fondo” è stato progettato in collaborazione con Fiditoscana, che ha ampia esperienza in materia e si avvale, allo stato attuale, della disponibilità di alcuni istituti di credito che operano nel territorio quali Banca Tema, Monte dei Paschi, Cassa di Risparmio di Firenze e Cassa di Risparmio di Volterra.

Confidiamo che anche altri istituti presenti sul territorio amiatino – penso a Nuova Banca Etruria, a Unipol Banca e Banca Sella, ad esempio – possano aderire al protocollo Cosvig.

I vantaggi per le imprese, non appena il protocollo sarà operativo (si prevedono tempi non superiori ad alcune settimane), potrebbero essere significativi.

Intanto si offrono garanzie pari all’80% per investimenti. Il che significa che...» (continua)

 

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