Geotermia, tutti i sindaci dei Comuni sede di impianto uniti contro lo stop agli incentivi

Avviato il confronto con Governo, chiedendo anche il coinvolgimento della Regione Toscana: «La fase è tanto delicata ma anche interlocutoria. Attendiamo gli sviluppi di queste iniziative intraprese, tenendo costantemente informata la popolazione»

GeotermiaNews
Redazione
2018-11-09

Continua con vigore la protesta dei sindaci geotermici toscani contro l’ipotesi di stoppare gli incentivi finora concessi alla produzione di energia elettrica da geotermia, tanto da avviare una mobilitazione comune: «Lo schema di Decreto predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico prevede un taglio penalizzante e preoccupante per l'economia e l'occupazione dei nostri territori. Questo schema – riassume il sindaco di Castelnuovo Val di Cecina, Alberto Ferrini – deve avere l'avallo del Ministero dell'Ambiente e sarà oggetto di confronto tra Governo e Regione Toscana. Ci siamo ovviamente da subito attivati. Personalmente ho avuto contatti con il sottosegretario all'Ambiente e ho predisposto una lettera (inviata martedì 6 novembre, ndr) recante le firme di tutti i sindaci dei Comuni sede di impianto. Analogamente il sindaco di Pomarance, a nome di tutti i colleghi, ha predisposto una lettera per il presidente Enrico Rossi in cui si sollecita un diretto impegno della Regione con il Governo sull'importante materia. La fase è tanto delicata ma anche interlocutoria – conclude Ferrini – Attendiamo gli sviluppi di queste iniziative intraprese, tenendo costantemente informata la popolazione.

Per il momento, dopo gli interventi dei sindaci di Pomarance (Loris Martignoni) e Castelnuovo Val di Cecina, anche il primo cittadino di Monterotondo Marittimo (Giacomo Termine) spiega che la scelta di stoppare gli incentivi alla geotermia «se andrà avanti metterà in crisi l’intera economia di tutti i comuni geotermici, a partire da Monterotondo Marittimo, che attraverso la geotermia riscalda le abitazioni, crea nuova impresa, occupazione e indotto».

Secondo il sindaco Termine «la geotermia per il nostro territorio rappresenta lo sviluppo, è il futuro, lo strumento per crescere in un ambiente pulito. Ancora una volta dico che non possiamo accettare i tentativi oscurantisti del Movimento 5 Stelle (che esprime sia il Ministro dello Sviluppo Economico sia quello dell’Ambiente, ndr), che nella sua assurda battaglia contro la geotermia rischia di riportare l’Italia nel Medioevo».

Ma in questo contesto a rischiare non ci sono colori politici, bensì ambiente e lavoro.

«Se non si riesce ad intervenire sul governo l'Enel ridurrà gli investimenti sul territorio, una prospettiva molto grigia per tutti i comuni geotermici», osserva anche il sindaco di Monteverdi Marittimo, Carlo Giannoni, intervenendo sulle pagine del quotidiano locale Il Tirreno.

«Finora – prosegue Giannoni – gli incentivi corroboravano le risorse dell'Enel per nuovi e importanti investimenti, ora si profila un cambiamento che non migliorerà la vita nell'area geotermica; per esempio, potrebbe tornare in discussione il progetto per una nuova centrale nell'Amiata, nel comune di Piancastagnaio, dotata di nuove tecnologie capaci di ridurre ad un sesto le emissioni nell'aria rispetto alle attuali centrali».

Da qui la necessità di un’azione politica per invertire la rotta rispetto a quanto prospetta lo schema di decreto governativo: «Non sarà facile – sottolinea Giannoni – gli enti periferici hanno poca voce e d'altra parte già si temeva che i Cinque Stelle sarebbero arrivati a questa soluzione per noi negativa».

A tale proposito è utile ricordare che gli impianti geotermoelettrici attivi sul territorio soddisfano il 30,78% del fabbisogno di energia elettrica regionale, riscaldano oltre 10mila utenti residenziali nonché aziende dei territori geotermici, oltre a offrire importanti occasioni di diversificazione economica in settori come quello del turismo.

Abbandonare gli incentivi alla geotermia sarebbe dunque una scelta che inciderebbe «non solo sulla produzione dell'energia in sé – conferma il sindaco di Montieri Nicola Verruzzi intervenendo su Il Tirreno – ma anche su tutto l'indotto che ruota attorno ad esse, come tutte quelle attività che sono nate sul territorio, basti pensare alle tante aziende sorte intorno all'attività geotermica come i caseifici o le serre. Mi auguro che ci sia un ripensamento su questo punto del decreto; a mio parere è una scelta del tutto scellerata. Questi territori montani vanno aiutati, non ostacolati nello sviluppo».

«Non si fa del male del male solo all'ambiente – conclude dunque il sindaco Termine sulla sua pagina Facebook – ma si tenta di distruggere un tessuto produttivo che conta fra diretti e indiretti 1.700 occupati. È bene che le istituzioni e tutti coloro che ci lavorano si facciano sentire».

 

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