Geotermia, Toscana: Alta moda e geotermia nella nuova fabbrica Fendi di Bagno a Ripoli

Geotermia, Toscana: Alta moda e geotermia nella nuova fabbrica Fendi di Bagno a Ripoli

Un rendering dell'esterno della nuova struttura di Fendi che utilizzerà un sistema di riscaldamento/raffrescamento basato su pompe di calore geotermiche

Dallo studio Piuarch il progetto di uno stabilimento all’insegna della sostenibilità, integrato col paesaggio

GeotermiaNews
Redazione
2018-02-09

Nell’ex Fornace Brunelleschi di Capannuccia, frazione del Comune di Bagno a Ripoli (FI), sorgerà un nuovo stabilimento produttivo Fendi, storico marchio dell’alta moda oggi parte del gruppo LVMH, leader mondiale nel settore del lusso.

«Finalmente una delle aree più critiche del territorio è pronta a cambiare volto – annuncia il sindaco Francesco CasiniCon l'investimento di Fendi non si creeranno solo nuove opportunità di crescita e di sviluppo economico. Ma sarà recuperata tutta l'area di Capannuccia con un progetto di alta qualità architettonica, bellezza e sostenibilità ambientale».

La Giunta Comunale di Bagno a Ripoli ha infatti appena dato il via libera necessario alla realizzazione della nuova fabbrica Fendi, un complesso di 13.615 mq la cui progettazione è stata affidata allo studio Piuarch di Milano, che, nella presentazione del progetto sottolinea che «gli impianti di riscaldamento e raffrescamento utilizzano pompe di calore geotermiche ad acqua di falda».

Un elemento cardine all’interno di una progettazione che si annuncia molto attenta agli elementi di sostenibilità ambientale.

«La nuova unità produttiva di Fendi – argomentano da Piuarch – è concepita come un complesso perfettamente integrato al paesaggio: una grande piastra orizzontale che asseconda la morfologia del terreno e viene completata, sulla copertura, da una grande superficie verde scavata da patii attraverso i quali far filtrare la luce naturale negli ambienti interni. Prosegue idealmente il territorio toscano con la sua successione di colline e poggi, e si armonizza con le preesistenze dell’area di intervento. L’idea è di trasformare il lotto, dalla copertura piantumata alle corti interne, sino al parco industriale che lo avvolge tutto intorno, in un nuovo e unico giardino, fatto da specie ed essenze diverse: un sistema ecologico di miglioramento ambientale, che determina la sostenibilità dell’edificio a tutti i livelli e incrementa la qualità degli spazi di lavoro».

 

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