Geotermia, Ambiente, Sostenibilità, Toscana: Geotermia, mercurio e salute nell’Area Geotermica Tradizionale: l’assessore Fratoni fa chiarezza sui dati

Le concentrazioni rilevate sono «ben al di sotto del valore limite di cautela sanitaria»

GeotermiaNews.it
Redazione
2017-09-08

«Sulla base di quanto a conoscenza, non sembrano sussistere allo stato attuale elementi tali da indicare condizioni di rischio ambientale e sanitario in ordine ai quali assumere provvedimenti limitanti l’esercizio delle attività di coltivazione delle risorse geotermiche». Sono queste le conclusioni cui l’assessore regionale all’Ambiente, Federica Fratoni, giunge nella risposta all’interrogazione scritta “In merito alle emissioni di mercurio dagli impianti geotermici” rivolta alla Giunta dal consigliere regionale Giacomo Giannarelli (M5S).

Considerando comunque che «il piano energetico regionale individua nella geotermia una fonte rinnovabile strategica» e che «è in corso da parte della Giunta, con il coinvolgimento delle amministrazioni regionali, la predisposizione delle aree non idonee per gli impianti geotermici», nell’interrogazione a sua firma il consigliere Giannarelli chiedeva delucidazioni sull’attendibilità dei «dati pubblicati sul sito del comitato Difensori della Toscana» relativi al 2015, ovvero un «calcolo fatto da alcuni semplici cittadini» secondo i quali «la quantità di mercurio immessa da queste centrali nell’ambiente in cui viviamo è spaventosa».

In realtà, spiega l’assessore Fratoni, le «emissione prodotte in atmosfera dalle centrali geotermoelettriche si sono negli anni ridotte grazie alla dismissione degli impianti più vetusti, all’innovazione dei processi industriali impiegati e all’introduzione dei sistemi di abbattimento degli inquinanti. Anche il miglioramento delle procedure di manutenzione e delle modalità di gestione degli eventi non previsti a causa di malfunzionamenti e guasti ha permesso di limitare rilasci non controllati».

Valutazioni, queste, confortate dalla «rete di monitoraggio Enel costituita da 17 stazioni di misura che coprono tutti i centri abitati interessati dagli effetti, i cui dati sono validati da ARPAT e confermati grazie all’utilizzo dei mezzi mobili, nonché dalla stazione di Montecerboli della rete regionale di rilevamento della qualità dell’aria»

Per quanto riguarda in particolare le concentrazioni in aria di mercurio, le campagne di monitoraggio effettuate da ARPAT nell’Area definita tradizionale (ovvero i distretti di Larderello e Radicondoli-Travale) mostrano «concentrazioni ben al di sotto del valore limite di cautela sanitaria indicato dall’ATSDR (l’Agenzia per il Registro delle Sostanze Tossiche e delle Malattie), pari a 200 ng/m3 come media annuale, e alle linee guida dell’Oms, pari a 1.000 ng/m3 con valori compresi tra 1 e 18 ng/m3. Le indagini condotte dall’ARS - Agenzia Regionale di Sanità con il “Progetto geotermia e salute” su incarico della Regione Toscana non mostrano correlazioni causa-effetto derivanti dall’esposizione della popolazione a tali livelli».

Allo stato attuale delle conoscenze, che la Regione continua di anno in anno ad approfondire, simili valutazioni sono estendibili anche per quanto riguarda l’area geotermica amiatina. Per approfondimenti nel merito, si rimanda ai due più recenti studi pubblicati dall’Agenzia regionale di sanità (ARS) all’interno del progetto triennale “Geotermia e salute”:


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