Geotermia, Habitat, Energia: Oltre 100 città ottengono più del 70% dell’elettricità da rinnovabili: il ruolo della geotermia

CDP, associazione no profit impegnata nella riduzione dell’impatto ambientale, raccoglie informazioni da oltre 570 città nel mondo

GeotermiaNews
Redazione
2018-03-09

Aggiornando il proprio database contenente dati relativi a oltre 570 città nel mondo, CDP, – organizzazione internazionale no profit che realizza un sistema globale di misurazione e rendicontazione ambientale a beneficio di imprese, governi ed investitori – rileva che il numero di centri urbani alimentati da fonti rinnovabili è in costante aumento: delle 570 oggetto delle rilevazioni, infatti, più di 100 hanno già raggiunto la significativa quota del 70% di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili come l’idroelettrico, il geotermico, il solare e l’eolico.

In particolare, dai dati da CDP emergono 61 città che dichiarano di utilizzare la geotermia per il proprio fabbisogno: si va dal Municipio de Chorrera, città di oltre 160mila abitanti a Panama, che dichiara di ricavare il 100% della propria energia elettrica da geotermia, a vere e proprie capitali, come l’islandese Reykjavík, dove la percentuale indicata è al 30% (di poco inferiore alla performance dell’intera Toscana, dove la geotermia soddisfa già il 30,78% del fabbisogno elettrico regionale, e punta a crescere ancora).

La domanda di elettricità a Reykjavik è infatti interamente alimentata da fonti idroelettriche e geotermiche, e, come se non bastasse, si sta seguendo un percorso che vedrà – progressivamente - la messa al bando dei combustibili fossili per i trasporti pubblici e privati entro il 2040.

Nel frattempo, l’Islanda ha inoltre quasi completato la transizione verso l’energia pulita per il riscaldamento domestico, anche in questo caso grazie alla geotermia.

«Le città – commenta Kyra Appleby, Director of Cities di CDP – sono responsabili del 70% delle emissioni di CO2 legate all'energia. Il loro potenziale per la costruzione di un'economia sostenibile è dunque immenso. I nostri dati mostrano che c’è molto impegno e grandi ambizioni, e ciò è certamente incoraggiante. Le città non solo vogliono passare alle energie rinnovabili, ma, cosa forse più importante, possono farlo. Invitiamo tutte le città a rivelarci i propri piani, a collaborare per raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi e dare priorità allo sviluppo di ambiziose strategie di approvvigionamento di energia rinnovabile. Ora è il momento di agire».

Già oggi i nuovi dati CDP mettono in evidenza come le città stiano intensificando le azioni contro i cambiamenti climatici, con un significativo aumento dei report ambientali, degli obiettivi di riduzione delle emissioni e dei piani di azione per il clima fin dal 2015, in seguito all’Accordo di Parigi per limitare il riscaldamento globale entro +2 °C: se oggi più di 100 hanno già raggiunto la significativa quota del 70% di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, nel 2015 la lista era lunga meno della metà, fermandosi a quota 42.

 

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