Geotermia, Energia Rinnovabile, Sviluppo, Amiata, Toscana: Giani ad Arcidosso: «La Toscana scommette su energia rinnovabile e geotermia in particolare»

Il presidente del Consiglio Regionale ha visitato le centrali Bagnore 3 e 4, e inaugurato l’Officina della Cooperativa giovanile del lavoro: «Questa zona con la chiusura delle miniere ha cominciato a spopolarsi, ha bisogno di occasioni di sviluppo»

GeotermiaNews
Redazione
2018-06-08

«Finita l’era agricolo-bucolica della montagna amiatina e chiusa la stagione di quella mineraria, adesso è tempo di energia alternativa e in particolare geotermica. La regione Toscana scommette su questo».

Le parole del presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani, in visita ad Arcidosso, sono state il filo conduttore che ha unito la sua visita alle centrali di Bagnore 3 e 4, la presentazione del catalogo Effigi sui cimeli di David Lazzaretti al castello aldobrandesco del borgo toscano, e soprattutto l’inaugurazione della nuova Officina della Cooperativa Giovanile del Lavoro che – come avevamo anticipato su queste pagine – ha ufficialmente avviato l’attività nel territorio comunale di Arcidosso, in via Curtatone 24.

Una cerimonia cui hanno partecipato il sindaco di Arcidosso, Jacopo Marini, la vicesindaco di Roccalbegna, Laura Zamperini, il fondatore e direttore tecnico della Cooperativa Giovanile del Lavoro, Fernando Fanelli, il responsabile esercizio impianti geotermici Enel Green Power, Francesco Lazzeri, il responsabile servizi manutenzione geotermici Enel Green Power, Marco Favilla, il referente affari istituzionali Toscana e Umbria di Enel, Emiliano Maratea ed il Consigliere di Amministrazione del CoSviG - Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche, Elisa Bindi.

Durante la mattinata il presidente Giani,rimasto positivamente colpito dalla bellezza dell’ambiente,ha mostrato grande interesse per la “scoperta” delle due centrali geotermiche: «Sono rimasto positivamente meravigliato – ha dichiarato il presidente – di come la presenza di una tale industria si armonizzi e entri in rapporto positivamente con l’ambiente. Il fascino particolare e la bellezza di questi luoghi è perfettamente compatibile con l’innesto industriale che ho visitato. Naturalmente lo sfruttamento va effettuato con la collaborazione delle istituzioni e con criteri razionali e accorgimenti scientifici, che potranno essere in grado di azzerare l’impatto. La Toscana produce il 50% di energia rinnovabile, di cui – ha sottolineato Giani – il 30% è geotermica. Questo è il nostro patrimonio e il nostro futuro e la geotermia, come l’eolico, l’idroelettrico, il fotovoltaico, va incentivata, perché qui è la nostra crescita economica».

Una crescita non unicamente legata alla produzione di energia, ma che offre numerose possibilità di diversificazione economica.

Oltre agli impianti geotermici Enel Green Power di Bagnore 3 e Bagnore 4, che insieme hanno una potenza installata di 60 MW, Giani ha potuto, ad esempio, apprezzare il percorso turistico che unisce le due centrali per una lunghezza di 700 metri, con tre aree attrezzate per la sosta dei visitatori e impiantistica dimostrativa; un intervento che si inserisce nel più ampio ventaglio di percorsi trekking del territorio e che vede Enel Green Power – insieme alle istituzioni locali e al CoSviG – impegnata per la promozione turistica, ambientale e sociale dell’Amiata, insieme ad altre operazioni in corso quali la realizzazione della piscina e del teleriscaldamento per l’area di Aiole.

Non a caso il presidente Giani, durante il successivo taglio del nastro dell’Officina – che, ricordiamo, produce componenti per turbine geotermiche -, ha sottolineato le «ricadute consistenti anche a livello di realtà produttiva locale» che offre la coltivazione della geotermia: «L’assunzione di otto giovani nel mondo del lavoro diventa una prospettiva importante anche per il futuro – ha continuato il presidente – e un’occasione di sviluppo per questa zona che a causa della chiusura delle miniere ha cominciato a spopolarsi e ha bisogno di occasioni di sviluppo».

L’Officina ha difatti già due stabilimenti a Castelnuovo Val di Cecina (PI), nell’area geotermica cosiddetta tradizionale, e a Scarlino (GR), dove in questi anni si è specializza in lavorazioni ad alto contenuto tecnologico per il settore geotermico, quali diaframmi e cuscinetti portanti di turbina, palette rotoriche, giranti di compressori di centrali geotermoelettriche, occupando complessivamente 72 dipendenti.

«La nostra officina è importante – ha spiegato il responsabile tecnico Fernando Fanelli – perché porta nuove tecnologie e addirittura abbiamo un progetto di alcuni componenti che non esistono sul mercato ed è un brevetto nostro».

Come già accennato nella nuova officina di Arcidosso inizialmente opereranno 8 giovani operai, e con la prospettiva di incrementare lavoro e occupazione; forte anche il rapporto con gli istituti tecnici e professionali del territorio per stage e collaborazioni, a servizio del distretto geotermico toscano, dello sviluppo sociale, economico ed energetico del territorio amiatino.

«È importante – ha evidenziato ancora Fanelli – il nostro contatto con le scuole, con le istituzioni e con Enel, anche se non produciamo solo per questa azienda energetica, perché lavoriamo anche altri articoli che non sono componenti per turbine geotermiche. La nostra è una piccola azienda, ma all’avanguardia e di alta professionalità».

«Grande orgoglio e grande soddisfazione per aver scelto Arcidosso – ha concluso il sindaco del comune amiatino, Jacopo Marini – da parte di un’azienda che è un’eccellenza nel suo settore e che è legata al mondo della geotermia. Una geotermia che noi vediamo in modo positivo se fatta in un certo modo e con tutti gli accorgimenti. Crediamo che essa e l’indotto che ne consegue possano essere volani di sviluppo per tutta la nostra montagna, nella prospettiva di uno sviluppo sostenibile della geotermia che può costituire un volano per l’economia amiatina e toscana».

 

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