Geotermia, Carbon Free, Ambiente, Italia: Al Forum QualEnergia? da Legambiente la Roadmap di decarbonizzazione al 2030 e oltre

Possibile creare 2,7 milioni di unità lavorative, e risparmiare 5,5 miliardi di euro l’anno

Rinnovabili&Territorio
Redazione
2017-12-05

Il X Forum Qualenergia? organizzato da Legambiente con Editoriale La Nuova Ecologia e Kyoto Club, in partenariato con Cobat, ha offerto un’occasione preziosa per delineare un’ambiziosa Roadmap di decarbonizzazione al 2030 e oltre, che la società di consulenza indipendente Elemens ha elaborato per il Cigno Verde in vista dei prossimi impegni del Paese dal punto di vista della politica climatica e ambientale: l’Italia ha infatti appena adottato la propria Strategia Energetica Nazionale (SEN), ma gli ambientalisti ricordano come sia chiamata ad elaborare entro il 2018 – come tutti i Paesi Ue – un Piano nazionale clima-energia con obiettivi al 2030 coerenti con quelli su energia e decarbonizzazione dell’Ue, e una proiezione al 2050.

A quali obiettivi dunque puntare? «L'Italia ha tutto l'interesse ad essere in prima linea nella sfida della sostenibilità, con obiettivi coerenti e più ambiziosi – spiega il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini – che vanno a vantaggio delle imprese e dei cittadini, oltre che dell'ambiente. Grazie alle tecnologie di cui disponiamo, già oggi possiamo immaginare un futuro fossil free».

Rilevante ad esempio, in questo contesto, il ruolo che gli stessi ambientalisti ritagliano per la geotermia: guardando infatti anche soltanto all’aspetto della produzione di energia elettrica, Legambiente auspica un raddoppio al 2030 della potenza geotermica attualmente installata in Italia.

Potenzialità sulle quali si è diffusamente soffermata la responsabile Progetti Complessi e Strumentali di CoSviG Loredana Torsello, che ha portato sul palcoscenico del Forum l’esperienza e la prospettiva maturate dai territori geotermici toscani.

Ma diversificare il mix energetico mettendo a frutto il ventaglio di fonti rinnovabili cui gode il Paese sarà fondamentale per costruire una reale transizione energetica, che sappia coniugare i vantaggi economici a quelli ambientali.

L’adozione delle policy individuate nello studio presentato al Forum QualEnergia? possono infatti essere la base per innescare un significativo ciclo di investimenti nel settore energetico: si stima che, in termini cumulati al 2030, possano essere investiti 233 miliardi di euro.

In termini occupazionali, invece, è possibile stimare un impatto diretto che – in termini cumulati al 2030 – vede la creazione di oltre 2,7 milioni di unità lavorative permanenti e temporanee.

Una transizione che farebbe bene anche ai bilanci nazionali.

Nello scenario delineato da Legambiente, il consumo evitato di combustibili (stimato pari a 49 Mtep/anno al 2030), comporterebbe minori spese del sistema energetico nazionale per l’acquisto delle commodity fossili con risparmi netti per 5,5 mld€/anno.

Inoltre, a queste valutazioni Legambiente sottolinea come sia possibile aggiungere l’auspicata riduzione di spesa pubblica dovuta eliminazione dei sussidi diretti e indiretti alle fonti fossili che, complessivamente, il ministero dell’Ambiente ha individuato pari a circa 11,5 miliardi di euro  per il 2016.

 

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