Reykjavík capitale della geotermia

Reykjavík capitale della geotermia

Una suggestiva immagine di Reykjavík

Reykjavík, situata sul 66° parallelo, è la capitale più settentrionale del mondo.. Favorita dalla sua posizione e dalle risorse naturali offerte dall’Islanda in termini di geotermia, da circa cinquant’anni la città si sta muovendo nella direzione dell’indipendenza di combustibili fossili.

GeotermiaNews
Redazione
2012-03-15

Reykjavík è una delle città “smart” descritte dal Rapporto “Smartcities nel mondo” redatto da Cittalia, la fondazione di ricerca dell’Anci.

La capitale islandese ha già raggiunto e superato l’obiettivo Europeo del 20% di ricorso alle energie rinnovabili: il 100% della produzione della propria energia deriva, infatti, da esse.

Certo, la città è avvantaggiata dalla ricchezza di risorse del sottosuolo islandese, che garantisce la disponibilità di energia geotermica in grande quantità. Ciò non toglie, tuttavia, che la chiave del successo di Reykjavík stia non solo nella disponibilità di risorse, quanto nella capacità di metterle a frutto, avendo scommesso in processi di innovazione, sviluppo e ricerca, in un sistema sinergico in cui si affiancano forme di partnership pubblico-pubblico e pubblico-privato.

Sul rapporto si legge, infatti, che Reykjavík è una città smart perché: “la disponibilità delle risorse disponibili sul territorio non sempre si traduce nella valorizzazione di esse e nella emancipazione dai combustibili fossili. L’investimento pubblico, la messa a rete delle competenze e la partnership con soggetti privati sono la chiave del successo di Reykjavík.”

Asse di questo percorso di innovazione è il team di Orkuveita Reykjavíkur (Reykjavik Energia, OR), la public utility incaricata della produzione e distribuzione di energia elettrica nell’area metropolitana.

La OR nasce nel 1999 dalla fusione di diverse società, e oggi è interamente controllata dal municipio di Reikiavik, con quote minoritarie in possesso dei municipi vicini; ricerca e innovazione tecnologica sono posti al centro della mission dell’azienda, con un team di ricerca composto da trenta studiosi di diverse discipline: geochimica, ingegneria, tecnologia geotermica.

In partnership con l’università di Reykjavík, OR ha anche attivato nel 2008 una scuola di alta formazione che realizza corsi di dottorato nelle discipline ingegneristiche, economiche e nelle scienze della terra, con la convinzione che “l’uso sostenibile delle risorse energetiche è la base per la crescita economica e il benessere nel futuro”.

Il dipartimento di ricerca di OR ha l’incarico di monitorare due delle più grandi centrali geotermiche in Islanda e del più grande sistema di teleriscaldamento nel mondo, in grado di distribuire, ogni anno, 60 milioni di metri cubi di acqua calda nelle abitazioni della capitale islandese.

Circa il 70% dell’acqua usata per il riscaldamento proviene da fonti geotermiche e dall’anno in cui è stata attivata la realizzazione della rete di teleriscaldamento (1944), si stima che Reykjavík abbia evitato l’immissione in atmosfera di almeno 110 milioni di tonnellate di CO2, come si può evincere dal report annuale che quantifica la quantità di emissioni gassose prodotte dagli impianti di OR.

Il ricorso alle fonti rinnovabili ha comportato anche un risparmio in termini economici, che ha ampiamente ripagato gli investimenti. Il risparmio tra il 1994 e il 2006 è stimato in 4.290 milioni di dollari.

Non è solo alla geotermia che si affida Reykjavík per conseguire la propria emancipazione dai combustibili fossili per la produzione di energia ma ha sviluppato negli anni la capacità di integrare le diverse fonti rinnovabili per ottenere risultati importanti in vari settori, quali la mobilità urbana.

OR ha avviato programmi innovativi e ad alto contenuto tecnologico per l’utilizzo della tecnologia ad idrogeno e del metano prodotto da biomasse per produrre energia finalizzata alla mobilità urbana che comunque è ancora fortemente dipendente dal trasporto su gomma e, quindi, dai carburanti fossili.

Per lo sviluppo della tecnologia relativa all’idrogeno, nel 1999 è stata fondata NýOrka (Nuova Energia Islanda), una società controllata per il 51% da soggetti di natura pubblica (tra i quali rientra OR) in partnership con attori privati: Daimler, Norsk Hydro, Shell Hydrogen. Questa partnership tra pubblico e privato ha dato luogo alle prime esperienze concrete di uso dell’idrogeno nella mobilità: nel 2003 a Reykjìavik è stata inaugurata la prima stazione di servizio ad idrogeno nel mondo, sono stati attivati i primi tre autobus urbani e Daimler-Chrysler ha messo in vendita in Islanda il suo primo modello di automobile a idrogeno.

Nel 2006 il municipio di Reykjavík ha poi inaugurato i primi due autobus urbani alimentati da gas prodotto da biomasse provenienti da rifiuti. Un settore che OR ha sviluppato grazie alla partnership con Sorpa, la società di gestione di rifiuti controllata dal municipio di Reykjavík insieme ad altri sette municipi dell’area metropolitana. Sorpa a sua volta ha creato una propria compagnia denominata Metan Ltd, con l’obiettivo di “commercializzare e distribuire energia nella forma di biometano, così come l’acquisizione di conoscenze nel campo del biogas”.

I risultati sono già tangibili per il fatto che gli autoveicoli alimentati a biometano sono aumentati tra il 2009 e il 2010 in Islanda del 300% e nello stesso anno sono stati usati nell’area della municipalità 5.980mila metri cubi di biometano, equivalenti a 620mila litri di petrolio.

L’obiettivo di Rejkyavik è di arrivare entro il 2050 alla completa indipendenza da risorse energetiche di origine fossile e la strada per raggiungerlo sembra già segnata.

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