La geotermia del XXI secolo

La geotermia del XXI secolo

Sergio Chiacchella, Direttore Generale del Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche, CoSviG

Al Convegno “La geotermia del XXI secolo” che si è svolto ieri a Firenze, organizzato dall’associazione GIGA, Gruppo Informale per la Geotermia e l'Ambiente, ha partecipato anche il Direttore di CoSviG, Sergio Chiacchella, con un intervento centrato su “Le opportunità occupazionali: I nuovi competitor e il territorio”.

GeotermiaNews
Redazione
2012-03-15

Il convegno è stato organizzato dall’associazione GIGA, Gruppo Informale per la Geotermia e l'Ambiente, un’associazione ecologista no profit che ha tra i suoi principali obiettivi “la conservazione degli acquiferi geotermici e la loro coltivazione attraverso le così dette piattaforme ad impatto zero (z.i.p.), ovvero sistemi capaci di operare trasformazioni energetiche senza che a ciò corrispondano qualsiasi tipo di immissioni o emissioni nell'ambiente“.

Più propriamente si potrebbe parlare di sistemi a basso impatto ambientale, quali sono ad esempio quelli a ciclo binario, che permettono di evitare emissioni in atmosfera ma hanno comunque necessità di vaste aree di territorio per la re-immissione dei fluidi.

Questo approccio, ha portato GIGA a proporre e sostenere la totale sostituzione dei sistemi utilizzati per la coltivazione dei campi geotermici toscani con sistemi a cicli integrato, considerati molto più efficienti. Di questo ed altro si è discusso al convegno di Firenze, che ha visto numerosi relatori tra tecnici, esperti del settore, amministratori e politici.

Dopo la sessione introduttiva della mattina, chiusa con l’intervento dell’Assessore regionale all’Ambiente ed energia, Anna Rita Bramerini, il pomeriggio è stato dedicato agli scenari del prossimo futuro nel settore geotermico: in questa sessione è intervenuto il Direttore del Consorzio per lo sviluppo delle aree geotermiche, CoSviG, Sergio Chiacchella.

Chiacchella ha presentato il quadro attuale della geotermia che a livello nazionale copre una quota di produzione di energia elettrica pari a oltre 5 TWh, che rappresenta il 6,82% della produzione elettrica da energie rinnovabili su scala nazionale e circa l’85% su scala regionale. Questa quota prodotta esclusivamente in Toscana, nelle tre province di Pisa, Siena e Grosseto, rappresenta circa il 26% del fabbisogno di energia elettrica su base regionale e l’1,5% su base nazionale. Riguardo ai benefici ambientali che derivano dal contributo della geotermia, questi sono riconducibili ad un risparmio di circa 1,2 milioni di TEP all’anno e alla mancata emissione di circa 3,6 milioni di tonnellate di CO2.

«La geotermia è una risorsa rinnovabile importante per il bilancio energetico dell'Italia, strategica per la Toscana -ha detto Chiacchella, perciò- non discutiamo “se” sfruttare la risorsa; va invece dedicato il massimo impegno per definire il “come” rendere compatibile a livello locale l'attività di coltivazione della risorsa nelle diverse circostanze».

Il Direttore di CoSviG ha quindi indicato quali sono le prospettive per il futuro, che si basano sui nuovi permessi di ricerca richiesti da diverse società, grazie alla liberalizzazione resa possibile dalla legge di riassetto del settore geotermico (la 22/2010).

«Le stime che si basano sui dati pubblici relativi ai permessi di ricerca presentati dalle compagnie e dalla conoscenza delle aree geotermiche che deriva dalla banca dati MISE- ha spiegato Chiacchella- indicano che si possa prevedere una potenza installata di 600 MWe in un arco temporale breve».

Una previsione che tiene conto dei permessi di ricerca richiesti dalle principali compagnie energetiche in possesso delle adeguate capacità tecnico economiche e tecnologiche per affrontare le ricerche geotermiche.

«E’ una stima prudenziale –ha specificato il direttore di CoSviG- legata alle caratteristiche minerarie dei sistemi idrotermali e alla sfida tecnologica dell’impiego per la produzione elettrica delle centrali a ciclo binario ad emissioni atmosferiche zero. Considerando i permessi di ricerca richiesti da società minori si possono aggiungere ulteriori 100-200 MW, così da raggiungere i 700-800 MW complessivi».

A fronte di queste previsioni e considerando una potenza installata sul territorio nazionale di 600 Mwe, gli investimenti globali attesi sarebbero di circa 3miliardi di euro entro il 2020.

I benefici dello sviluppo della geotermia per usi elettrici si possono, quindi, riassumere nel fatto che permette l’uso di una risorsa endogena e rinnovabile in molte aree del territorio, con la conseguente riduzione dei costi energetici legati all’importazione di energia; nel fatto che permette una rilevante riduzione delle emissioni di gas serra, e un risparmio nell’uso di fonti fossili.

A questi si vanno ad aggiungere i vantaggi economici ed occupazionali, dati dall’opportunità di sviluppare una filiera legata alla geotermia che tiene in sé la ricerca, l’innovazione tecnologica, l’industria geofisica, il terziario avanzato, tutti elementi che andrebbero a qualificare i territori in cui è previsto l’uso della risorsa geotermica.

«Il quadro che ne emerge –ha sottolineato Chiacchella- è estremamente dinamico in tutto il paese e più in generale in Europa. C’è un ingresso di imprese e gruppi industriali di notevole peso finanziario e tecnologico che fa da stimolo alla competizione e che produrrà una curva di crescita della geotermia in linea con le altre energie rinnovabili e un forte sviluppo tecnologico in vari settori coinvolti nella ricerca e produzione di energia e la possibilità di sinergie tra geotermia ed altre fonti rinnovabili».

«Con la possibilità di valorizzare la media e bassa temperatura– ha continuato il direttore di CoSviG- la prospettiva è di utilizzare le risorse geotermiche in maniera più diffusa geograficamente nel paese che nel passato, con consistenti benefici ambientali, economici ed occupazionali per il paese e le popolazioni locali».

L'impegno di CoSviG per la valorizzazione della risorsa a media e bassa temperatura e degli usi diretti, sta proprio nella sfida della creazione di una filiera toscana del settore, partecipandovi attivamente.

CoSviG, assieme a Geonergy ha presentato, infatti, nel 2011 la richiesta per due permessi di ricerca geotermica finalizzati alla sperimentazione di impianti pilota: uno nell’area di Cortolla nel comune di Montecatini Val di Cecina per una superficie di 22,54 Kmq; l’altro a Lucignano, nel comune di Radicondoli, per una superficie di 15,02 Kmq.

CoSviG, sempre assieme a Geonergy, ha in corso anche un progetto per una piccola utilizzazione geotermica d’interesse locale nel Comune di Monterotondo Marittimo. Il progetto, denominato “Milia", prevede la realizzazione di un impianto geotermoelettrico a ciclo binario della potenza di 640 kWe, che è già stato presentato all’amministrazione comunale.

«Uno sviluppo sostenibile della geotermia, compatibile con i territori e in grado di far crescere la competitività del sistema delle imprese toscano è quindi possibile -ha concluso Chiacchella- ma perché lo sia in concreto è necessario garantire che le attività industriali legate all'utilizzazione della risorsa determinino il minore impatto possibile sull’ambiente. Questo si può fare utilizzando le migliori tecnologie disponibili e per questo è anche necessario che sia garantita un'equa remunerazione dei capitali investiti attraverso la definizione di un corretto sistema degli incentivi».

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