Dall’Olanda alle Aree Geotermiche e ritorno: “Riporto a casa la bellezza e la consapevolezza della Toscana”

Dall’Olanda alle Aree Geotermiche e ritorno: “Riporto a casa la bellezza e la consapevolezza della Toscana”

La dott.ssa Cinta Peerdeman: "Ho imparato molte cose del modo di vivere in Toscana, dei vostri ritmi di vita. È incredibile quanto le persone, qui, siano consapevoli"

Così Cinta Peerdeman che, negli ultimi 6 mesi, ha svolto un complesso studio sull’utilizzo della geotermia nella produzione brassicola, rispondendo alle domande di GeotermiaNews sull’esperienza di vita nelle aree geotermiche toscane.

GeotermiaNews.it
Redazione
2017-12-29

Abbiamo già parlato della dott.ssa Cinta Peerdeman che, negli ultimi 6 mesi, ha svolto, nell’ambito del Master EUREC sulle Energie RInnovabili un lavoro sull’utilizzo della geotermia nella produzione brassicola con il supporto logistico e scientifico di CoSviG e dei suoi partners. Studio che è stato presentato in questi giorni a Bruxelles (qui e qui le pagine dedicate). GeotermiaNews, tuttavia, ha voluto incontrarla di nuovo per cercare di capire quale sia stato l’impatto di una esperienza così immersiva nel contesto delle aree geotermiche toscane.


Monterotondo M.mo, pur essendo situato nelle verdi e boscose colline della Toscana, si trova a brevissima distanza dal Mar Tirreno, molto diverso dal Mare del Nord. La Toscana che ha conosciuto qui è molto differente, immaginiamo, da Amsterdam. Sopratutto come ritmi, cicli di vita, paesaggi. Come è stato il primo impatto??

Ho amato la Toscana sin dal primo momento che l’ho vista. I paesaggi sono meravigliosi, da cartolina si potrebbe dire. E devo dire che ho una passione personale per il Mar Mediterraneo.

In questo semestre, poi, approfittandodella stagione estiva, ho avuto l’occasione di fare diverse immersioni e apprezzarne ancora di più il fascino.

Un ambiente difficile, sopratutto dal punto di vista della logistica. A qualche chilometro dal centro urbano di Monterotondo M.mo con strade tortuose e con limitato accesso ai trasporti pubblici. Come è riuscita a gestire la situazione?

In realtà la situazione non era così...ingestibile. La fermata del bus non era lontana dalla foresteria di CoSviG, dove alloggiavo, e così ero in grado di raggiungere la stazione ferroviaria in un tempo ragionevole. Devo ringraziare anche i miei colleghi di CoSviG che, anche in questo caso, per quanto loro possibile, mi hanno offerto il loro supporto, dandomi qualche passaggio.  Certamente quando ho potuto disporre di un piccolo scooter ho avuto maggiore indipendenza. A quel punto ho iniziato a percorrere queste strade, entrando ancora in maggiore sintonia con la bellezza degli scenari naturali toscani.

Nell’immaginario collettivo, pensando al suo Paese – l’Olanda – vengono in mente le sterminate coltivazioni di tulipani e – sopratutto – i mulini a vento, trasformatisi, in epoca moderna, nelle grandi wind farm, anche offshore. L’Olanda è un paese sensibile al problema del cambiamento climatico e delle energie rinnovabili?

Non penso che il mio Paese sia così sensibile al riguardo, come invece molte persone potrebbero pensare. In realtà siamo la seconda peggior Nazione in Europa (superati solo Malta) per il raggiungimento degli obiettivi climatici. Si registrano molte iniziative, eventi e start-ups in Olanda, specialmente ad Amsterdam, ma credo che le cose si stiano muovendo troppo lentamente rispetto a quanto, invece, sarebbe necessario più che auspicabile. Dall’Ottobre scorso abbiamo un nuovo Parlamento, e spero davvero che le cose possano cambiare in meglio e il Governo vari nuove leggi per la tutela ambientale.

Sempre in termini di lotta al cambiamento climatico ed energie rinnovabili, come pensa si stia muovendo l’Europa nel suo complesso?

Penso si stia muovendo bene. Ma anche in questo caso credo sarebbe necessario fare di più e farlo ancora più velocemente. Occorre alzare il nostro livello di impegno per fare la differenza.

Torniamo al motivo per cui era in Italia, ovvero il suo “An Environmental and Economical Case Study of Local Beer Production in Tuscany - A Scenario Approach” (“Approccio allo scenario di un caso studio economico ed ambientale di produzione locale di birra in Toscana”). Ha raccolto i dati presso lo stabilimento “Vapori di Birra” di Sasso Pisano, membro – fra l’altro – della Comunità del Cibo a Energia Rinnovabile. Qual era lo scopo dello studio?

L’obiettivo principale della mia ricerca era cercare di comprendere se l’utilizzo della geotermia all’interno della produzione brassicola fosse da ritenersi maggiormente sostenibile (sia da un punto di vista ambientale che economico) rispetto alle altre fonti energetiche primarie e individuare eventuali migliorie, sempre sia dal punto di vista economico che ambientale.

E quali sono stati i risultati?

Prima di tutto che la birra prodotta con le fonti rinnovabili è circa 20 volte più sostenibile rispetto a quella prodotta con fonti fossili. Inoltre, in base ai dati raccolti, sembrerebbe che l’energia geotermica avesse una maggiore sostenibilità anche del solare. Il condizionale è d’obbligo perché è stato necessario operare alcuni assunti sui dati in ingresso, prima dell’elaborazione.  L’uso dell’energia solare è certamente meno costoso, sopratutto perché l’investimento in pannelli solari viene recuperato, ma d’altro canto, ha una sicurezza energetica inferiore, essendo legata la propria resa dalle condizioni meteorologiche che sono imprevedibili. La geotermia, invece, risulta indipendente dal meteo, e offre una affidabilità maggiore in questo senso.

Cosa riporterà a casa da questa permanenza in Italia?

Un sacco di cose. Ho imparato molte cose del modo di vivere in Toscana, dei vostri ritmi di vita. È incredibile quanto le persone, qui, siano consapevoli. Ho incontrato persone che producono i loro ortaggi, attraverso piccoli orti, che allevano i propri animali, che producono olio e vino. Non soltanto aziende, ma anche persone comuni. E tutto quello che ho assaggiato era di ottima qualità! E poi adoro la parte sociale del consumare cibo! Sagre, feste paesane, festival. Mi piace cucinare, e durante questo soggiorno ho preso confidenza con alcune delle vostre ricette. Porterò con me anche la vostra lingua. Ho cominciato ad impararla appena arrivata, nel Giugno scorso, e penso di essere migliorata da allora. Mi piace molto la sonorità della vostra lingua, e avrei davvero intenzione di continuare a far pratica.

Quali sono i suoi piani per il futuro?

Mi piacerebbe proseguire nel percorso avviato, e cercare di fare qualcosa che combini sostenibilità e cibo. Mi sto davvero appassionando al cibo, e sto addirittura considerando l’opportunità del Master in Gastronomia: Cibi del Mondo all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Per ora, nell’immediato, cercherò un lavoro ad Amsterdam.


Da parte di GeotermiaNews i migliori auguri alla giovane ricercatrice perché realizzi i suoi obiettivi.

 

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