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Verso Riccione - Giannetti: “Cinque impianti di geotermia forniamo l'85% dell'energia necessaria in provincia di Grosseto”

Verso Riccione - Giannetti: “Cinque impianti di geotermia forniamo l'85% dell'energia necessaria in provincia di Grosseto”

Il sindaco di Monterotondo Marittimo, Alessandro Giannetti

Parla il sindaco di Monterotondo Marittimo: da innovazione e fonti alternative più risorse per il territorio

ANCI.it
Francesca Caprioli
2010-09-02

“Per noi puntare sulle energie rinnovabili ha un duplice scopo: trovare risorse da reinvestire nel nostro territorio, tutelando però l’ambiente ed investire nella ricerca tecnologica.” Lo dice Alessandro Giannetti, sindaco di Monterotondo Marittimo, in provincia di Grosseto. “Con i nostri cinque impianti di geotermia, per una potenza complessiva di 4,6 Megawatt, forniamo l’85% della necessità di energia alla provincia di Grosseto. Siamo fortunati: questa zona è stata una delle prime a dotarsi di questo tipo di impianti, prima gestiti direttamente dal Comune e poi dal ’63 dalla Green Power dell’Enel. Ma oltre allo sfruttamento di questa fonte rinnovabile, il nostro obiettivo è quello di divenire un polo di ricerca e di innovazione tecnologica, cosa che grazie alla creazione del Citt, Centro internazionale per il trasferimento dell’innovazione tecnologica sulle energie rinnovabili, si sta realizzando”. Il Citt ha sede in una splendida fattoria restaurata nelle campagne di Monterotondo Marittimo. La sua attività di ricerca rappresenta un’opportunità per ricercatori, imprese e cittadini e serve per incrementare l’uso di energie alternative e ridurre le emissioni di gas serra. Giannetti vuole sottolineare i benefici a favore dei cittadini di questa scelta: “Grazie a questo impianto geotermico, con il quale siamo stati anche premiati e citati da Legambiente, siamo riusciti ad avere più risorse da utilizzare nel nostro territorio, indispensabili per non far scadere la qualità dei servizi erogati ai cittadini. Senza questi utili non potremmo sopravvivere, vista la scarsità di finanziamenti da parte dello Stato e della Regione. Inoltre possiamo tenere basse le tariffe dei servizi erogati, come ad esempio quelle del servizio idrico, della nettezza urbana e della scuola. Un altro servizio che possiamo fornire a basso costo è il teleriscaldamento: grazie al vapore geotermico possiamo erogare a chi è attrezzato il riscaldamento per le case 24 ore al giorno, da maggio ad ottobre, a costi molto più bassi rispetto le altre fonti di energia ed a zero impatto ambientale.” La zona geotermica è anche sfruttata dal punto di vista turistico. Infatti il Comune di Monterotondo Marittimo ed Enel Green Power hanno pensato di valorizzare questo patrimonio naturalistico creando un percorso affascinante, il parco "Le Biancane", una zona straordinaria per le sue emissioni di vapori, l'habitat naturale e i colori tipici della natura delle Colline Metallifere.Secondo Giannetti bisogna sempre porre attenzione al territorio: “Ci siamo rifiutati di far installare un inceneritore nella nostra zona, qui ci sono molti caseifici ed agriturismi e non volevamo deturpare l’ambiente, anche se ci avrebbe portato ulteriori utili”. Il sindaco chiude con una battuta sull’associazionismo: “Vista questa manovra sarà un passo necessario. Comunque noi già gestiamo moltissimi servizi sotto forma di unione con altri 4 comuni della comunità montana, come ad esempio la gestione del personale, la tutela dei boschi, la manutenzione stradale,  l’abbattimento delle barriere architettoniche ecc.  Essendo un comune di 1300 abitanti non potremmo fare diversamente, e così abbiamo anche scongiurato di fatto la scomparsa della comunità montana”.

Editoriale
CoSviG e Ugi al tavolo del Ministero dello Sviluppo economico per discutere del sistema incentivi per la produzione geotermoelettrica

Il Ministero dello Sviluppo economico ha convocato ieri a Roma CoSviG e Ugi in risposta alle richieste di incontro per discutere della proposta di decreto sugli incentivi alle rinnovabili elettriche (escluso il fotovoltaico).

La filiera geotermica si è mobilitata in queste settimane per cercare di evitare che una revisione del sistema d’incentivazione del settore potesse mettere a rischio il quadro favorevole che si è delineato, in poco più di due anni, dall’approvazione delle norme di riassetto dell’intero comparto.

Dopo la riunione delle aziende che operano e che hanno fatto richiesta di permessi di ricerca di risorse geotermiche in Toscana, organizzata da CoSviG e da cui era partita una lettera di richiesta di incontro con Regione e Ministero, tutta la filiera si è riunita a Roma mercoledì 31 gennaio su iniziativa dell’Unione Geotermica Italiana (UGI) per discutere come continuare ad agire.

Da quell’incontro è emersa una posizione comune riassunta in una nota di UGI che è stata portata all’incontro cui il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiamato CoSviG e UGI giovedì 2 febbraio.

“Riteniamo – si legge nella nota - che non possa essere vanificata la grande aspettativa di sviluppo nel settore geotermico che si basa sull’enorme disponibilità di risorse che tutto il mondo ci invidia e sulla valorizzazione di una filiera italiana da sempre all’avanguardia”.

“In poco più di due anni - sono state presentate in Italia, da circa una trentina di imprese italiane e straniere, più di 110 richieste per nuovi permessi di ricerca di risorse geotermiche per la produzione di energia elettrica. Una vera e propria esplosione di richieste che non ha precedenti nella storia italiana dello sfruttamento della geotermia a fini termoelettrici“.

Se queste iniziative avessero tutte esito positivo il conseguente potenziale produttivo “potrebbe andare molto al di là di quanto previsto nel Piano di Azione italiano per le fonti rinnovabili (PAN), già nell’arco di 10 anni“.

Il PAN stabilisce, infatti, che la risorsa geotermica nel settore elettrico debba aumentare la propria capacità di circa 170 MW, dal 2010 al 2020, per arrivare a una produzione annua di circa 1100 GWh. Obiettivi di sviluppo in termini di capacità installati possibili e anche superabili, anche senza le nuove istanze di permesso di ricerca ma, spiega la nota, “il conseguimento del potenziale legato alle nuove iniziative sarà però possibile solo in presenza di un quadro chiaro e definito di regole, sia dal punto di vista dei sistemi di incentivazione che dei regimi autorizzativi“.

Se poi si considera il contributo che potrà venire con i nuovi permessi di ricerca richiesti per cui è ipotizzabile che “potranno essere autorizzati per una superficie presunta prossima a 10.000 km2“, la stima che si legge nella nota è “che i fluidi geotermici reperibili possano essere sufficienti per l’installazione di alcune centinaia di MW di nuova potenza, incrementando ulteriormente le stime del PAN“.

Un potenziale delle risorse davvero eccezionale che ha stimolato un grande interesse del mercato che porta “prudenzialmente a stimare che nel settore geotermoelettrico potrebbero essere attivati investimenti per circa un miliardo di euro nell’arco del prossimo decennio“.

C’è poi da considerare che questo potrebbe produrre anche un grosso sviluppo economico del settore tecnologico, dato che “le richieste per i nuovi Permessi di ricerca fanno riferimento, in molti casi, alla possibilità di produzione geotermoelettrica da risorse di media temperatura, resa oggi economicamente conveniente dallo sviluppo tecnologico per mezzo di tecnologie a ciclo binario, in cui l’industria Italiana è ben presente“.

C’è però un pericolo che incombe.

“Questo scenario virtuoso sia per l’economia che per l’ambiente – spiegano i rappresentanti dell’interesse diffuso nell’ambito della filiera geotermica -rischia di sfumare se non verranno definite e condotte adeguate politiche di promozione della risorsa geotermica che consentano alle istituzioni (centrali, regionali e locali) di affrontare insieme alle imprese, le principali criticità“.

Queste criticità spiegano CoSviG e UGI sono costituite dalla definizione dei regimi d’incentivazione, della valutazione e riduzione del rischio minerario, della semplificazione e gestione delle procedure autorizzative, dell’accettabilità sociale degli impianti.

“La mancanza di strumenti specifici di sostegno alla riduzione del rischio minerario (che sarebbero indispensabili anche in Italia, ed esistenti invece in realtà come la Germania), porta a considerare il livello d’incentivazione atteso anche come strumento per sostenere gli oneri assicurativi legati al rischio minerario“.

La raccomandazione è poi rispetto alle scelte sui regimi d’incentivazione per la produzione geotermoelettrica che “devono tenere conto anche dei benefici per la gestione della rete elettrica legati a un regime di produzione costante e non intermittente, nonché del basso impatto ambientale e territoriale della geotermia rispetto ad altre fonti rinnovabili, soprattutto se si considera la re-immissione nel serbatoio dei fluidi incondensabili”.

Scelte che “qualora non accuratamente ponderate, potrebbero vanificare i lusinghieri risultati già raggiunti dal processo di rilancio del settore, tramite la sua completa liberalizzazione e con le moltissime iniziative degli operatori nel campo della ricerca della risorsa”.

“La riduzione degli incentivi – inoltre- porterebbe una contrazione degli investimenti anche nel rinnovo degli impianti esistenti con conseguenze occupazionali sull'indotto già esistente, con forti negatività sociali, nelle zone geotermiche tradizionali”.

Entrando nel merito del sistema degli incentivi CoSviG e Ugi sostengono che “è totalmente condivisibile l’impostazione della nuova normativa per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, tra i cui criteri generali vi è l’affermazione che: “l’incentivo ha lo scopo di assicurare una equa remunerazione dei costi di investimento ed esercizio” (art. 24 del Dlgs n. 28/2011) “.

Viene però sottolineato che le bozze del decreto ministeriale previsto da quella norma indicano “livelli d’incentivazione della produzione di energia da fonte geotermica molto inferiori rispetto a quelli attualmente assicurati dai Certificati Verdi e dalla Tariffa Omnicomprensiva, ma anche inadeguati rispetto alla necessità di assicurare una equa remunerazione dei costi di investimento ed esercizio alle tecnologie disponibili in questo settore”.

Se negli anni passati, si legge nella nota, “i settori fotovoltaico ed eolico si sono fortemente avvantaggiati e consolidati grazie agli incentivi esistenti, il settore geotermico si avvantaggia ora del mutato quadro di interesse e rinnovo normativo” e “nella fase di rilancio necessita del massimo supporto per lo sviluppo di tutta la filiera, la quale tecnologicamente è già presente ma non sviluppata in Italia”.

Le misure minime d’intervento, necessarie per un regime d’incentivazione adeguato al settore geotermoelettrico, sarebbero quindi le seguenti:

- gli incrementi d’incentivazione per gli impianti con totale re-iniezione del fluido ed emissioni nulle (non riconducibili ad impianti sperimentali ex art. 3 bis del Dlgs n. 22/2010) dovrebbero essere previsti sia per i nuovi impianti che per quelli esistenti;

- per le specificità legate alle tecnologie oggi disponibili, il valore della potenza di soglia previsto per il regime delle aste al ribasso, dovrebbe essere innalzato a 10 MW;

- gli incrementi d’incentivazione per il primo scaglione di capacità installata su nuove concessioni dovrebbero essere riferiti ai primi 20 MW realizzati;

- i valori per “i costi specifici di riferimento per gli interventi di rifacimento parziale e totale”, riportati da tutte le bozze di DM disponibili, presenti nella Tabella I dell’Allegato 2, sono considerati sottostimati;

- il livello minimo d’incentivazione necessario al sostegno del settore non può essere inferiore a quello assicurato dagli strumenti preesistenti, cui dovrebbe essere aggiunto un riconoscimento dovuto agli oneri per il rischio minerario e ai benefici per la gestione della rete elettrica e per l’impatto dell’indotto sull’economia italiana.

- l’opportuna introduzione di una tariffa specifica omnicomprensiva per gli impianti sperimentali fino a 5 MW (riconducibili ad impianti sperimentali ex art. 3 bis del Dlgs n. 22/2010).

Redazione - 2012-02-03

 
By Dr Wolf
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