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ENERGIA: TOSCANA TRA LE REGIONI CHE RAGGIUNGERA' OBIETTIVI UE NEL 2020

Bramerini: "La nostra strategia e' stata consegnata al piano energetico regionale che e' stato approvato allo scorso anno. E' un piano ambizioso perche' cerca di traghettare la Toscana al 2020 avendo intercettato i tre obiettivi dell'Ue, sullo sviluppo dell'emergenza energetica, sullo sviluppo di energia prodotta da rinnovabili e la riduzione di emissioni dei gas del 20%".

Libero News.it
ADN Kronos
2009-10-16

Cosi' Annarita Bramerini, assessore tutela ambiente ed energia della Regione Toscana, commenta il rapporto 2009 della Fondazione sviluppo sostenibile che per il 2020 vede la Toscana arrivare a piu' del doppio della media nazionale di produzione di energia rinnovabile.

"I dati che abbiamo conseguiti in un anno ci fanno ben sperare - aggiunge l'assessore - perche' c'e' una richiesta di progetti che sono in valutazione in Regione e vanno nella direzione giusta. Supportiamo le richieste con un piano di incentivi finalizzati agli interventi a favore del risparmio e del sviluppo delle rinnovabili a favore sia degli enti locali che delle imprese".

Inoltre, "tenendo conto che l'eolico nel nostro territorio puo' avere uno sviluppo relativamente elevato, concentriamo i nostri impegni sullo sviluppo di altre risorse come le biomasse e il fotovoltaico". L'assessore poi ricorda che la Regione Toscana "e' l'unica in Itala a sfruttare la geotermia in modo industriale da parte di Enel"

Editoriale
Intervista a Massimo Serafini, della segreteria nazionale di Legambiente ed esperto delle materie energetiche per l’associazione

Massimo Serafini, Segreteria nazionale Legambiente : <<La geotermia è sottoutilizzata: dovrebbe supplire di più al fabbisogno di calore>>

 

Nell’ambito degli obiettivi europei per combattere i cambiamenti climatici la geotermia potrebbe avere un ruolo fondamentale per soddisfare i fabbisogni di calore e sostituire così gran parte dei combustibili fossili necessari per produrlo.

E’ netta la posizione di Legambiente in merito alla possibilità di sfruttamento della risorsa geotermica, non solo per la produzione di energia elettrica ma in un contesto di cogenerazione, purché si rispettino i vincoli del paesaggio e si adottino tutte le misure di mitigazione ambientale.

<<Lo sfruttamento della geotermia nel nostro paese è stato ed è ancora improntato sul quasi esclusivo utilizzo ai fini della produzione di energia elettrica, tagliando molto sugli interventi di ambientalizzazione>> ci ha detto Massimo Serafini, della segreteria nazionale di Legambiente ed esperto delle materie energetiche per l’associazione.

Si potrebbe quindi sfruttare di più per l’aspetto termico e meglio per quello elettrico?

<<Io credo che sarebbe bene prevedere un obbligo per chi utilizza la geotermia per la produzione di energia elettrica di fare cogenerazione, come avviene in Danimarca ad esempio, evitando così di sprecare il calore che viene invece attualmente disperso. E’ inconcepibile che non venga sfruttata questa risorsa per fare acqua calda sanitaria, per il riscaldamento e il raffreddamento domestico e i si limiti a qualche sporadico intervento per riscaldare qualche serra>>

Iniziative di teleriscaldamento in realtà stanno partendo e in alcuni casi sono già state realizzate

<<Ma è ancora troppo poco, perché produrre elettricità è più remunerativo. Invece dato che l’Italia è un paese ricchissimo di acqua calda nel sottosuolo, lo sfruttamento termico dovrebbe essere diffuso ovunque e i giacimenti geotermici dovrebbero essere utilizzati in maniera cogenerativa. Sarebbe un modo ottimale per sostituire gran parte dei combustibili fossili attualmente utilizzati a questo scopo. E il maggiore sfruttamento in tal senso della fonte geotermica darebbe un contributo importante nell’ambito degli obiettivi europei>>

Non sempre però lo sfruttamento dell’energia geotermica è accolto con benevolenza dalle popolazioni

<<Il problema sta nel modo in cui l’unica azienda che ha sfruttato la geotermia in Italia, ovvero l’Enel, ha operato sui territori. Con gli utili che è riuscita a realizzare avrebbe potuto senza alcun problema provvedere a investire su impianti per ridurre gli impatti, a partire da quelli odorigeni. E con le potenzialità messe in atto per la ricerca e le esplorazioni prevenire i potenziali impatti così da poter intervenire per minimizzarli. Cosa che invece non ha fatto. Anche se con il recente accordo che ha firmato con la Regione Toscana forse sarà possibile ottenere qualche cosa in più rispetto al passato>>

Ci sono molte opposizioni anche per quanto riguarda il tema del depauperamento delle falde

<<Su questo so che ci sono stati molti studi, in particolare sull’Amiata, con risultati anche controversi. Un tema che lascio quindi agli esperti. Ma è evidente che è necessario porre la massima attenzione al territorio in cui si opera e questo vale per tutto, senza esclusione per le energie rinnovabili. Come bisogna fare in modo di far bene l’eolico, il fotovoltaico, l’idroelettrico. Se si vuole si può operare bene e nel rispetto dell’ambiente, del paesaggio e delle popolazioni che vivono sul territorio in cui si va ad operare. Ma è necessario che le rinnovabili vedano un maggior impulso nel prossimo futuro e la geotermia potrà avere sicuramente un maggior sviluppo nell’ambito degli obiettivi europei.>>

 

Redazione - 2010-08-06

 
By Dr Wolf
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