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Mauritius, rinnovabili non solo da eolico e fotovoltaico

Mauritius, rinnovabili non solo da eolico e fotovoltaico

Le isole dell'arcipelago delle Mauritius

Buone dichiarazioni d'intenti per il futuro Una dichiarazione che va verso lo sviluppo sostenibile in un Paese che non fa certo parte dei paesi ricchi e industrializzati. E quindi nel programma futuro non solo eolico e fotovoltaico, ma anche geotermia e biomasse

Rinnovabili.it
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2010-03-08

Arjoon Suddhoo, direttore esecutivo del Consiglio delle Ricerche dell’isola di Mauritius, in un incontro con la stampa ha dichiarato che il mandato del governo di Port Louis “é di non considerare l’eolico e il solare le sole fonti rinnovabili di energia da sviluppare” ma anche il geotermico. In quanto isola di origine vulcanica la zona possiede un potenziale che comincia ad attrarre l’interesse degli esperti.
“Stiamo lavorando su di esso e il risultato sembrerebbe essere promettente”, ha detto Suddhoo, spiegando che il progetto prevede la perforazione del suolo fino a circa 3 km di profondità per raggiungere alcune rocce molto calde a livello delle quali iniettare l’acqua.
“Siamo contenti di poter disporre di una simile energia rinnovabile, non inquinante, illimitata – ha aggiunto Suddhoo – e disponibile ventiquattr’ore su ventiquattr’ore”. E ha continuato poi anche facendo riferimento ad anche al programma per l’utilizzo delle alghe marine, che sono un’ulteriore risora in tutta la Zona Economica Esclusiva (ZEE) dell’arcipelago, vale a dire quell’area di mare, adiacente alle acque territoriali, su cui lo Stato ha, tra le altre cose, diritti sovrani per la gestione delle risorse naturali.
Far delle proprie risorse una fonte preziosa a livello energetico è un’opzione già sperimentata dalla Nazione, che tra i tanti progetti messi in campo può contare anche sulla sperimentazione dell’olio di cocco per la produzione di biodiesel da impiegare nei trasporti e nell’elettricità.

Editoriale
CoSviG a LIFE2020 traccia un bilancio della geotermia toscana

Nella manifestazione pisana per un confronto sui temi dell’acqua, dell’energia e del paesaggio Cosvig ha tracciato l’esperienza della geotermia toscana.

Nella giornata dedicata all’Energia della manifestazione che si è svolta a Pisa dal 14 giugno al 16 giugno dal titolo: “LIFE 2020” Piattaforma di comunicazione ambientale, Cosvig, il Consorzio per lo Sviluppo delle Aree Geotermiche, presente con il suo direttore Sergio Chiacchella ha tracciato l’esperienza sulla geotermia toscana. Un’esperienza che Cosvig sta esportando anche al di fuori dei confini nazionali attraverso percorsi di cooperazione internazionale che proprio negli stessi giorni lo vedono impegnato in scambi e progetti con una delegazione di tecnici e rappresentanti istituzionali di otto paesi europei in visita ai territori del Distretto delle energie rinnovabili toscano, nell’ambito del progetto Geocom.

Sergio Chiacchella partendo da una panoramica sulla storia e sulla presenza delle aree geotermiche su scala globale ne ha rilevato i risultati economici ed ambientali derivati dall'attuale utilizzazione, principalmente incentrata sulla geotermia ad alta entalpia. Un patrimonio storico della Toscana, il principale a livello nazionale, in cui si è sviluppata l’attuale capacità tecnologica dello sfruttamento del potenziale geotermico nella produzione di energia elettrica.

Il direttore di Cosvig ha poi sottolineato l'importanza dello sviluppo futuro della media e bassa entalpia. Un settore ancora poco sfruttato per dare risposta alle esigenze di riscaldamento e raffrescamento degli edifici, ma che potrebbe invece essere strategico per l’ottenimento degli obiettivi europei al 2020 dell’utilizzo di fonti rinnovabili, fissato al 17% per il nostro paese, per soddisfare il fabbisogno di calore, in particolare nel settore degli edifici, e funzionale anche al miglioramento dell’efficienza energetica.

In Toscana, grazie alle reti di teleriscaldamento che sfruttano il vapore geotermico sono ad oggi riscaldati 1.422.400 metri cubi che corrispondono a 4.474 utenze tra famiglie e aziende che ne possono beneficiare, nei comuni di Pomarance, Castelnuovo Val di Cecina, Monterotondo Marittimo e Santa Fiora.

E ciò equivale a 8.643 tonnellate di petrolio risparmiate all'anno, corrispondenti- a grandi linee- a

oltre 11 milioni di metri cubi di metano e a 26.793 tonnellate di CO2 non emesse ogni anno, pari alla quota di abbattimento di CO2 di circa 13.000 ettari di bosco.

Ed è in questo territorio esteso anche ai comuni di Montieri, Montecatini Val di Cecina,

Chiusdino, Radicondoli, Casole d'Elsa, Monteverdi M.mo che è sorto nel 2006, per effetto di un decreto regionale, il Distretto delle energie rinnovabili. Un territorio in cui- ha detto Chiacchella- <<si sta sperimentando un processo di sviluppo sostenibile attraverso la produzione e l'uso dell'energia da fonte rinnovabile, legando questi processi all'innovazione tecnologica e alla ricerca, da un lato, e alla tradizione alle risorse storiche e culturali e alle capacità produttive tipiche, dall'altro.>>

E’ nel Distretto che sono stati realizzati i due centri di eccellenza per le fonti energetiche rinnovabili, il Citt e il Cegl; è qui che è nata la prima Comunità del Cibo ad energia rinnovabile, in collaborazione con SlowFood e la Fondazione per la biodiversità, che rappresenta l’unica esperienza al mondo in cui si associa la qualità e la tradizione dei prodotti tipici all’uso di energia pulita nelle varie fasi della sua produzione.

E sempre qui, in particolare nel comune di Montecatini Val di Cecina è sorta la prima Wind farm, ed è in progetto, la seconda nel comune di Monterotondo Marittimo.

A tale proposito il direttore di Cosvig ha proposto di affiancare la metodologia illustrata nella sua introduzione da Riccardo Lorenzi, alla documentazione che il consorzio dovrà predisporre per l'ampliamento del parco eolico di Montecatini Val di Cecina in modo da farne un caso studio.

Riccardo Lorenzi ha infatti proposto una semplificazione degli elaborati per la Valutazione d’impatto ambientale per i progetti di produzione di energia eolica, così da renderli di più facile lettura ed evitare che si possano creare – come spesso accade- posizioni fortemente conservative da parte delle sovrintendenze.

Tornando alle esperienze maturate nel Distretto delle energie rinnovabili Sergio Chiacchella ha sottolineato come queste sono al centro dei progetti di cooperazione internazionale che Cosvig, assieme ai centri di eccellenza, sta portando avanti per favorire il trasferimento del know how, per fornire consulenza tecnologica, normativa e finanziaria per lo sviluppo delle risorse geotermiche in altri paesi d’Europa, come il progetto attivato con la Serbia. O come, infine, il progetto Geocom, Geothermal Communities, un esempio di cooperazione internazionale in cui si sta creando una rete delle conoscenze per permettere la replicabilità delle buone pratiche. Obiettivo di Geocom è quello di <<mostrare l’applicazione delle migliori tecnologie ad oggi disponibili nello sfruttamento dell’energia geotermica, combinate con misure di taratura ed efficienza in tre contesti pilota, in Slovacchia, Ungheria e Italia, e sarà la base per l’implementazione in altre comunità, già presenti nel progetto, di altri paesi europei>> ha spiegato Chiacchella e ha aggiunto che <<i sindaci partecipanti al progetto Geocom entreranno a far parte del Club geotermico e saranno chiamati a continuare ad operare anche dopo il periodo di fondazione delle Geothermal Communities stabilito dalla Comunità europea, come una rete permanente di sindaci interessati ad uno sfruttamento sostenibile della risorsa geotermica>>.

Un sistema di azioni pilota, combinate con la ricerca e gli sforzi di diffusione e disseminazione , che si attende possa consentire un consistente incremento degli investimenti nei sistemi geotermici, così da spingere nella direzione di uno sviluppo maggiormente consapevole e sostenibile sia per il pianeta che per le comunità locali.

GeotermiaNews - 2010-06-18

 
By Dr Wolf
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