Document Actions

Correggio apre una centrale «verde»

Entro il 2020 il 40% dei consumi del comune sarà coperto da fonti rinnovabili

Il Sole 24 Ore – Centronord
Simone Lupo Bagnacani
2009-12-09

Produrre da energia alternativa il 40% dei consumi entro il 2020: non sono gli obiettivi dell'Ue ma quelli del comune di Correggio (Reggio Emilia) che il prossi­mo sabato, inaugurerà Eva, una centrale che sfrutterà soprattutto l'energia solare e le biomasse per produrre elettricità e calore da destinare alla rete Enel dal teleriscaldamento. Un primo passo per realizzare un "distretto energetico" - arricchito da un'altra decina di micro-centrali a fonte rinnovabile, su tutto il territorio comunale – capace di produrre ogni anno147 milioni di kilowattora l'anno.

Eva (Energia valore ambiente) –un sistema integrato con pannelli fotevoltaici,: pannelli termici per produrre acqua calda, un' impianto geotermico, impianti a biomasse e cogeneratori a olio vegetali e biogas - permetterà di risparmiare 2.500 tonnellate equivalenti di petrolio. Il suo costo è stato di 6,2 milioni, interamente finanziato dalle banche. Il progetto complessivo ­del “distretto energetico” dovrebbe costare invece 60 milioni. «La parte redditizia dell'investimento - spiega Davide Vezzani, il direttore di En.Cor l'azienda del comune per la realizzazione del piano - è quella legata all'energia elettrica mentre il teleriscaldamento è un mo­do per recuperare il calore che verrebbe comunque prodotto e offrire un servizio ai cittadini. L'investimento si dovrebbe recuperare in circa 15anni».

«Eva - spiega il sindaco di Correggio, Marzio Iotti – è prima di tutto una centrale di produzione di energia da fon­ti rinnovabili, ma vuole essere anche un luogo di conoscenza, sperimentazione, di­vulgazione e sviluppo di tutte le tecnologie che sul nostro territorio sono realmente attivabili». Infatti, all'interno della centrale ci sarà anche un’aula didattica.

Le tecnologie di Eva infatti sono innovative, ed è già sta­to predisposto lo spazio per testare le novità del mercato fotovoltaico, dalle celle amor­fe al fIlm sottile. Sono inoltre presenti tre tecnologie di sfruttamento delle biomasse, il biogas che viene dai liquami degli allevamenti, la massificazione della cellulosa prodotta da boschi del Comune e l'olio vegetale di Jatropha, che viene invece da piantagioni del Senegal gestite diretta­mente dal comune tramite una società locale. «Volevamo - puntualizza Mezzani - che i materiali non fossero sottratti all'alimentazione e il più possibile di recupero: saranno utilizzate le potature delle vigne, gli scartii degli allevamenti mentre i boschi so­no a crescita veloce. Per quan­to riguarda la cooperazione col Senegal questa ha diversi vantaggi: ci permette di avere olio pulito ed energetico, portare lavoro e reddito in Africa e contribuire a creare la barriera verde contro l'avanzata del deserto del Sahara».

Editoriale
Intervista a Massimo Serafini, della segreteria nazionale di Legambiente ed esperto delle materie energetiche per l’associazione

Massimo Serafini, Segreteria nazionale Legambiente : <<La geotermia è sottoutilizzata: dovrebbe supplire di più al fabbisogno di calore>>

 

Nell’ambito degli obiettivi europei per combattere i cambiamenti climatici la geotermia potrebbe avere un ruolo fondamentale per soddisfare i fabbisogni di calore e sostituire così gran parte dei combustibili fossili necessari per produrlo.

E’ netta la posizione di Legambiente in merito alla possibilità di sfruttamento della risorsa geotermica, non solo per la produzione di energia elettrica ma in un contesto di cogenerazione, purché si rispettino i vincoli del paesaggio e si adottino tutte le misure di mitigazione ambientale.

<<Lo sfruttamento della geotermia nel nostro paese è stato ed è ancora improntato sul quasi esclusivo utilizzo ai fini della produzione di energia elettrica, tagliando molto sugli interventi di ambientalizzazione>> ci ha detto Massimo Serafini, della segreteria nazionale di Legambiente ed esperto delle materie energetiche per l’associazione.

Si potrebbe quindi sfruttare di più per l’aspetto termico e meglio per quello elettrico?

<<Io credo che sarebbe bene prevedere un obbligo per chi utilizza la geotermia per la produzione di energia elettrica di fare cogenerazione, come avviene in Danimarca ad esempio, evitando così di sprecare il calore che viene invece attualmente disperso. E’ inconcepibile che non venga sfruttata questa risorsa per fare acqua calda sanitaria, per il riscaldamento e il raffreddamento domestico e i si limiti a qualche sporadico intervento per riscaldare qualche serra>>

Iniziative di teleriscaldamento in realtà stanno partendo e in alcuni casi sono già state realizzate

<<Ma è ancora troppo poco, perché produrre elettricità è più remunerativo. Invece dato che l’Italia è un paese ricchissimo di acqua calda nel sottosuolo, lo sfruttamento termico dovrebbe essere diffuso ovunque e i giacimenti geotermici dovrebbero essere utilizzati in maniera cogenerativa. Sarebbe un modo ottimale per sostituire gran parte dei combustibili fossili attualmente utilizzati a questo scopo. E il maggiore sfruttamento in tal senso della fonte geotermica darebbe un contributo importante nell’ambito degli obiettivi europei>>

Non sempre però lo sfruttamento dell’energia geotermica è accolto con benevolenza dalle popolazioni

<<Il problema sta nel modo in cui l’unica azienda che ha sfruttato la geotermia in Italia, ovvero l’Enel, ha operato sui territori. Con gli utili che è riuscita a realizzare avrebbe potuto senza alcun problema provvedere a investire su impianti per ridurre gli impatti, a partire da quelli odorigeni. E con le potenzialità messe in atto per la ricerca e le esplorazioni prevenire i potenziali impatti così da poter intervenire per minimizzarli. Cosa che invece non ha fatto. Anche se con il recente accordo che ha firmato con la Regione Toscana forse sarà possibile ottenere qualche cosa in più rispetto al passato>>

Ci sono molte opposizioni anche per quanto riguarda il tema del depauperamento delle falde

<<Su questo so che ci sono stati molti studi, in particolare sull’Amiata, con risultati anche controversi. Un tema che lascio quindi agli esperti. Ma è evidente che è necessario porre la massima attenzione al territorio in cui si opera e questo vale per tutto, senza esclusione per le energie rinnovabili. Come bisogna fare in modo di far bene l’eolico, il fotovoltaico, l’idroelettrico. Se si vuole si può operare bene e nel rispetto dell’ambiente, del paesaggio e delle popolazioni che vivono sul territorio in cui si va ad operare. Ma è necessario che le rinnovabili vedano un maggior impulso nel prossimo futuro e la geotermia potrà avere sicuramente un maggior sviluppo nell’ambito degli obiettivi europei.>>

 

Redazione - 2010-08-06

 
By Dr Wolf
Personal tools