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Bando di gara per il teleriscaldamento di Montieri: prorogati di quindici giorni i termini per la presentazione delle offerte

Con la Determina n.22 del 26 gennaio 2012 il Comune di Montieri proroga i termini del bando di gara per l’affidamento dei lavori per la realizzazione dell’impianto di teleriscaldamento alla data del 10 febbraio 2012.

Geotermia News
Redazione
2012-01-27

I blocchi degli automezzi adibiti ai trasporti che protestano contro il Governo per l’aumento del costo del carburante, la mancanza di regolamentazione dei pagamenti della committenza, il cartello imposto dalle compagnie assicurative e una rete infrastrutturale inadeguata, hanno determinato, oltre ai disagi che sono alle cronache di questi giorni, anche il rinvio dei termini del bando di gara del Comune di Montieri.
Il Comune aveva, infatti, pubblicato il bando per avviare alla gara attraverso la quale individuare il soggetto imprenditoriale cui affidare i lavori di realizzazione dell’impianto di teleriscaldamento progettato per il centro urbano di Montieri.
I termini per la presentazione delle offerte erano fissati per oggi, 27 gennaio, ma la situazione di mobilitazione dei trasporti su tutto il territorio nazionale ha indotto l’amministrazione a prorogare i termini.
“La necessità di detta proroga –si legge, infatti, nel documento redatto dal Responsabile del Procedimento, che esegue la determinazione dell’amministrazione- scaturisce dalla ricorrenza di una situazione eccezionale integrante la “forza maggiore” dovuta al complesso degli scioperi su tutto il territorio nazionale che, da notizie acquisite, pregiudicano la possibilità di esperire le ordinarie modalità di invio delle eventuali offerte nel rispetto dei termini previsti dal bando di gara. Circostanza che, di fatto, si traduce in un oggettivo e possibile fattore di discrimine nei confronti della platea dei partecipanti”.
Quindi, i nuovi termini per la presentazione delle offerte per chi vuol partecipare alla gara sono prorogati alle ore 12.00 del 10 febbraio 2012.
Di conseguenza viene posticipata anche la prima seduta della Commissione di Gara che si terrà alle ore 10.00 del 15 Febbraio 2012 presso la Sala Consiliare del Comune di Montieri.
La gara è ad evidenza pubblica e sarà aggiudicata all’offerta economicamente più vantaggiosa, da determinare con specifici criteri di valutazione:
controlli aggiuntivi sulle saldature;
organizzazione del cantiere (modalità organizzative e accorgimenti per ridurre i disagi della popolazione nel centro abitato, migliorie per la riduzione degli impatti);
tempo per l'esecuzione dei lavori;
Garanzie
Possesso delle certificazioni UNI EN ISO 14001:2004, OHSAS 18001:2007 e SA 8000:2008
L’importo complessivo delle opere da realizzare, posto a base di gara, è di € 6.148.855,76 ed il progetto per la cui copertura sono previsti 7.500.000 Euro sarà finanziato con un contributo della regione Toscana pari a euro 3.116.750,00 (derivante da finanziamento POR CREO FERS 2007/2013) ed il resto con fondi propri della stazione appaltante, cioè il Comune di Montieri, che li ha già messi a bilancio. 
Da non dimenticare poi che il progetto di teleriscaldamento di Montieri è anche parte di un progetto di caratura europea, denominato GeoCom (Geothermal Communities) attivato nell'ambito del 7 Programma Quadro e delle attività Concerto che ha attribuito circa 1 milione di euro per interventi di retrofit energetico degli edifici, illuminazione pubblica improntata a criteri di risparmio energetico e inserimento,  di altre fonti rinnovabili all'interno del progetto stesso.
La gara d’appalto riguarderà tutti i lavori e le forniture necessarie per realizzare il progetto esecutivo dell’“Impianto di Teleriscaldamento dell’abitato di Montieri” .
Dalla prima pubblicazione del bando (il 25 novembre 2011) vi sono state tre modifiche - apportate con altrettante determine dirigenziali che correggono alcune imprecisioni riguardo ai documenti da presentare e di cui si dà conto sul sito del Comune, da cui è possibile scaricare tutti gli atti necessari per partecipare alla gara.
(Attenzione: gli allegati presenti nell'albo online sono firmati digitalmente, per visualizzarli è necessario installare un programma apposito, ad esempio Dike)
Ancora due settimane di attesa quindi per dare inizio alle opere per la realizzazione dell’impianto di teleriscaldamento del centro abitato di Montieri, che utilizzerà la risorsa geotermica presente nelle vicinanze del paese –in particolare il pozzo Montieri 4- così da consentire di riscaldare circa 800 utenze su circa 425 unità abitative e con una volumetria pari a circa 110.000 metri cubi.
Di questi edifici ve ne sono otto pubblici, tra cui lo stesso palazzo del Comune e le scuole che potranno fruire di un sistema di riscaldamento efficace    e, al tempo stesso, economicamente conveniente per l’ Amministrazione. La convenienza economica sarà anche per le utenze private che grazie al vapore geotermico reso disponibile dalla vicina centrale, potranno ricevere a casa propria calore e acqua calda a costi contenuti e con notevoli risparmi degli impatti ambientali che vi sarebbero con l’utilizzo di combustibili fossili.
Montieri avrà anche un ulteriore vantaggio dall’attuazione del progetto di teleriscaldamento: contestualmente alla realizzazione dell'impianto (che inevitabilmente comporterà l'esecuzione di scavi su tutte le vie interne al paese per l'interramento dei tubi) saranno completamente rinnovati i sottoservizi dell'abitato, ovvero l’acquedotto, l’illuminazione pubblica e la rete fognaria.

Editoriale
CoSviG e Ugi al tavolo del Ministero dello Sviluppo economico per discutere del sistema incentivi per la produzione geotermoelettrica

Il Ministero dello Sviluppo economico ha convocato ieri a Roma CoSviG e Ugi in risposta alle richieste di incontro per discutere della proposta di decreto sugli incentivi alle rinnovabili elettriche (escluso il fotovoltaico).

La filiera geotermica si è mobilitata in queste settimane per cercare di evitare che una revisione del sistema d’incentivazione del settore potesse mettere a rischio il quadro favorevole che si è delineato, in poco più di due anni, dall’approvazione delle norme di riassetto dell’intero comparto.

Dopo la riunione delle aziende che operano e che hanno fatto richiesta di permessi di ricerca di risorse geotermiche in Toscana, organizzata da CoSviG e da cui era partita una lettera di richiesta di incontro con Regione e Ministero, tutta la filiera si è riunita a Roma mercoledì 31 gennaio su iniziativa dell’Unione Geotermica Italiana (UGI) per discutere come continuare ad agire.

Da quell’incontro è emersa una posizione comune riassunta in una nota di UGI che è stata portata all’incontro cui il Ministero dello Sviluppo Economico ha chiamato CoSviG e UGI giovedì 2 febbraio.

“Riteniamo – si legge nella nota - che non possa essere vanificata la grande aspettativa di sviluppo nel settore geotermico che si basa sull’enorme disponibilità di risorse che tutto il mondo ci invidia e sulla valorizzazione di una filiera italiana da sempre all’avanguardia”.

“In poco più di due anni - sono state presentate in Italia, da circa una trentina di imprese italiane e straniere, più di 110 richieste per nuovi permessi di ricerca di risorse geotermiche per la produzione di energia elettrica. Una vera e propria esplosione di richieste che non ha precedenti nella storia italiana dello sfruttamento della geotermia a fini termoelettrici“.

Se queste iniziative avessero tutte esito positivo il conseguente potenziale produttivo “potrebbe andare molto al di là di quanto previsto nel Piano di Azione italiano per le fonti rinnovabili (PAN), già nell’arco di 10 anni“.

Il PAN stabilisce, infatti, che la risorsa geotermica nel settore elettrico debba aumentare la propria capacità di circa 170 MW, dal 2010 al 2020, per arrivare a una produzione annua di circa 1100 GWh. Obiettivi di sviluppo in termini di capacità installati possibili e anche superabili, anche senza le nuove istanze di permesso di ricerca ma, spiega la nota, “il conseguimento del potenziale legato alle nuove iniziative sarà però possibile solo in presenza di un quadro chiaro e definito di regole, sia dal punto di vista dei sistemi di incentivazione che dei regimi autorizzativi“.

Se poi si considera il contributo che potrà venire con i nuovi permessi di ricerca richiesti per cui è ipotizzabile che “potranno essere autorizzati per una superficie presunta prossima a 10.000 km2“, la stima che si legge nella nota è “che i fluidi geotermici reperibili possano essere sufficienti per l’installazione di alcune centinaia di MW di nuova potenza, incrementando ulteriormente le stime del PAN“.

Un potenziale delle risorse davvero eccezionale che ha stimolato un grande interesse del mercato che porta “prudenzialmente a stimare che nel settore geotermoelettrico potrebbero essere attivati investimenti per circa un miliardo di euro nell’arco del prossimo decennio“.

C’è poi da considerare che questo potrebbe produrre anche un grosso sviluppo economico del settore tecnologico, dato che “le richieste per i nuovi Permessi di ricerca fanno riferimento, in molti casi, alla possibilità di produzione geotermoelettrica da risorse di media temperatura, resa oggi economicamente conveniente dallo sviluppo tecnologico per mezzo di tecnologie a ciclo binario, in cui l’industria Italiana è ben presente“.

C’è però un pericolo che incombe.

“Questo scenario virtuoso sia per l’economia che per l’ambiente – spiegano i rappresentanti dell’interesse diffuso nell’ambito della filiera geotermica -rischia di sfumare se non verranno definite e condotte adeguate politiche di promozione della risorsa geotermica che consentano alle istituzioni (centrali, regionali e locali) di affrontare insieme alle imprese, le principali criticità“.

Queste criticità spiegano CoSviG e UGI sono costituite dalla definizione dei regimi d’incentivazione, della valutazione e riduzione del rischio minerario, della semplificazione e gestione delle procedure autorizzative, dell’accettabilità sociale degli impianti.

“La mancanza di strumenti specifici di sostegno alla riduzione del rischio minerario (che sarebbero indispensabili anche in Italia, ed esistenti invece in realtà come la Germania), porta a considerare il livello d’incentivazione atteso anche come strumento per sostenere gli oneri assicurativi legati al rischio minerario“.

La raccomandazione è poi rispetto alle scelte sui regimi d’incentivazione per la produzione geotermoelettrica che “devono tenere conto anche dei benefici per la gestione della rete elettrica legati a un regime di produzione costante e non intermittente, nonché del basso impatto ambientale e territoriale della geotermia rispetto ad altre fonti rinnovabili, soprattutto se si considera la re-immissione nel serbatoio dei fluidi incondensabili”.

Scelte che “qualora non accuratamente ponderate, potrebbero vanificare i lusinghieri risultati già raggiunti dal processo di rilancio del settore, tramite la sua completa liberalizzazione e con le moltissime iniziative degli operatori nel campo della ricerca della risorsa”.

“La riduzione degli incentivi – inoltre- porterebbe una contrazione degli investimenti anche nel rinnovo degli impianti esistenti con conseguenze occupazionali sull'indotto già esistente, con forti negatività sociali, nelle zone geotermiche tradizionali”.

Entrando nel merito del sistema degli incentivi CoSviG e Ugi sostengono che “è totalmente condivisibile l’impostazione della nuova normativa per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, tra i cui criteri generali vi è l’affermazione che: “l’incentivo ha lo scopo di assicurare una equa remunerazione dei costi di investimento ed esercizio” (art. 24 del Dlgs n. 28/2011) “.

Viene però sottolineato che le bozze del decreto ministeriale previsto da quella norma indicano “livelli d’incentivazione della produzione di energia da fonte geotermica molto inferiori rispetto a quelli attualmente assicurati dai Certificati Verdi e dalla Tariffa Omnicomprensiva, ma anche inadeguati rispetto alla necessità di assicurare una equa remunerazione dei costi di investimento ed esercizio alle tecnologie disponibili in questo settore”.

Se negli anni passati, si legge nella nota, “i settori fotovoltaico ed eolico si sono fortemente avvantaggiati e consolidati grazie agli incentivi esistenti, il settore geotermico si avvantaggia ora del mutato quadro di interesse e rinnovo normativo” e “nella fase di rilancio necessita del massimo supporto per lo sviluppo di tutta la filiera, la quale tecnologicamente è già presente ma non sviluppata in Italia”.

Le misure minime d’intervento, necessarie per un regime d’incentivazione adeguato al settore geotermoelettrico, sarebbero quindi le seguenti:

- gli incrementi d’incentivazione per gli impianti con totale re-iniezione del fluido ed emissioni nulle (non riconducibili ad impianti sperimentali ex art. 3 bis del Dlgs n. 22/2010) dovrebbero essere previsti sia per i nuovi impianti che per quelli esistenti;

- per le specificità legate alle tecnologie oggi disponibili, il valore della potenza di soglia previsto per il regime delle aste al ribasso, dovrebbe essere innalzato a 10 MW;

- gli incrementi d’incentivazione per il primo scaglione di capacità installata su nuove concessioni dovrebbero essere riferiti ai primi 20 MW realizzati;

- i valori per “i costi specifici di riferimento per gli interventi di rifacimento parziale e totale”, riportati da tutte le bozze di DM disponibili, presenti nella Tabella I dell’Allegato 2, sono considerati sottostimati;

- il livello minimo d’incentivazione necessario al sostegno del settore non può essere inferiore a quello assicurato dagli strumenti preesistenti, cui dovrebbe essere aggiunto un riconoscimento dovuto agli oneri per il rischio minerario e ai benefici per la gestione della rete elettrica e per l’impatto dell’indotto sull’economia italiana.

- l’opportuna introduzione di una tariffa specifica omnicomprensiva per gli impianti sperimentali fino a 5 MW (riconducibili ad impianti sperimentali ex art. 3 bis del Dlgs n. 22/2010).

Redazione - 2012-02-03

 
By Dr Wolf
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