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Autobus elettrici e centraline di ricarica: il futuro passa dalla Maremma

Autobus elettrici e centraline di ricarica: il futuro passa dalla Maremma

Il primo BUS della nuova società dinanzi al Palazzo della Provincia di Grosseto dove si è tenuta la conferenza stampa

Citt e Cosvig assieme al Cnr partner del progetto Autobus elettrico che vede Rama Spa a fianco di due aziende cinesi per realizzare il primo autobus di 12 metri alimentato con energie rinnovabili

GeotermiaNews
Redazione
2010-07-30

Rama spa è la società che ha gestito per 97 anni il servizio di trasporto pubblico locale nella provincia di Grosseto e dal primo agosto assieme a Atm spa di Piombino), Lfi spa di Arezzo e Train spa di Siena darà vita a Tiemme, Toscana Mobilità, l’azienda che fornirà il servizio al territorio della Toscana meridionale.

Ma Rama non è comunque destinata a scomparire, anzi intende rilanciare e per il futuro ha già in animo piani di sviluppo sulla mobilità sostenibile che hanno al centro il progetto “Autobus elettrici” in partnership con due aziende cinesi e su cui un ruolo chiave sarà svolto da Citt e da Cosvig che operano da tempo con la divisione Energia e trasporti del Cnr, coinvolta a sua volta nel progetto.

<<Un progetto di politica industriale- lo ha definito il presidente della provincia di Grosseto, Leonardo Marras - con l’obiettivo di ammodernare il sistema di trasporto pubblico rivolto ad un territorio di grande qualità ambientale, quale quello in cui opera>>

Il progetto Autobus elettrici è stato avviato nel 2008 tra Rama spa come partner europeo e due aziende cinesi Alfabus, leader nella produzione di autobus e Leibo anch’essa leader nel settore della produzione di motori elettrici. Il ruolo di Rama è stato quello di supporto in merito agli aspetti normativi, amministrativi e burocratici necessari per poter entrare nel nostro mercato mentre Citt con il Cnr stanno fornendo il know tecnologico per quanto riguarda la possibilità di sviluppare attività di re-ingegnerizzazione sul prodotto e sul processo finalizzate al miglioramento tecnologico dell’autobus cinese e contemporaneamente sviluppare la tecnologia per le centraline di ricarica.

Dopo vari step il progetto è giunto alla sua definizione nel corso della recente trasferta all’expo di Shangai, dove è stato siglato l’accordo che porterà il prossimo 30 marzo all’omologazione del primo autobus elettrico di 12 metri per il trasporto urbano ed extraurbano e alla sua immatricolazione in Italia.

La Cina ha investito ingenti risorse finanziarie in questo progetto e ciò ha permesso di compiere molte sperimentazioni sino ad arrivare al prototipo che verrà omologato il prossimo anno e per quanto riguarda il territorio toscano vi potranno essere importanti ricadute.

<<L’obiettivo è quello di puntare a centraline di ricarica alimentate direttamente con energie rinnovabili - ha detto il responsabile del dipartimento del Cnr, Antonucci – e puntiamo a fare sì che siano pronte assieme all’autobus elettrico, su cui lavoreremo anche per ammodernare le batterie così da farle essere più efficienti e di minore ingombro>>.

Quindi possibilità di sviluppare progetti di innovazione tecnologica così come di dare avvio a filiere produttive che potrebbero avere interessanti ricadute occupazionali per il territorio toscano e maremmano in particolare.

Editoriale
Intervista a Massimo Serafini, della segreteria nazionale di Legambiente ed esperto delle materie energetiche per l’associazione

Massimo Serafini, Segreteria nazionale Legambiente : <<La geotermia è sottoutilizzata: dovrebbe supplire di più al fabbisogno di calore>>

 

Nell’ambito degli obiettivi europei per combattere i cambiamenti climatici la geotermia potrebbe avere un ruolo fondamentale per soddisfare i fabbisogni di calore e sostituire così gran parte dei combustibili fossili necessari per produrlo.

E’ netta la posizione di Legambiente in merito alla possibilità di sfruttamento della risorsa geotermica, non solo per la produzione di energia elettrica ma in un contesto di cogenerazione, purché si rispettino i vincoli del paesaggio e si adottino tutte le misure di mitigazione ambientale.

<<Lo sfruttamento della geotermia nel nostro paese è stato ed è ancora improntato sul quasi esclusivo utilizzo ai fini della produzione di energia elettrica, tagliando molto sugli interventi di ambientalizzazione>> ci ha detto Massimo Serafini, della segreteria nazionale di Legambiente ed esperto delle materie energetiche per l’associazione.

Si potrebbe quindi sfruttare di più per l’aspetto termico e meglio per quello elettrico?

<<Io credo che sarebbe bene prevedere un obbligo per chi utilizza la geotermia per la produzione di energia elettrica di fare cogenerazione, come avviene in Danimarca ad esempio, evitando così di sprecare il calore che viene invece attualmente disperso. E’ inconcepibile che non venga sfruttata questa risorsa per fare acqua calda sanitaria, per il riscaldamento e il raffreddamento domestico e i si limiti a qualche sporadico intervento per riscaldare qualche serra>>

Iniziative di teleriscaldamento in realtà stanno partendo e in alcuni casi sono già state realizzate

<<Ma è ancora troppo poco, perché produrre elettricità è più remunerativo. Invece dato che l’Italia è un paese ricchissimo di acqua calda nel sottosuolo, lo sfruttamento termico dovrebbe essere diffuso ovunque e i giacimenti geotermici dovrebbero essere utilizzati in maniera cogenerativa. Sarebbe un modo ottimale per sostituire gran parte dei combustibili fossili attualmente utilizzati a questo scopo. E il maggiore sfruttamento in tal senso della fonte geotermica darebbe un contributo importante nell’ambito degli obiettivi europei>>

Non sempre però lo sfruttamento dell’energia geotermica è accolto con benevolenza dalle popolazioni

<<Il problema sta nel modo in cui l’unica azienda che ha sfruttato la geotermia in Italia, ovvero l’Enel, ha operato sui territori. Con gli utili che è riuscita a realizzare avrebbe potuto senza alcun problema provvedere a investire su impianti per ridurre gli impatti, a partire da quelli odorigeni. E con le potenzialità messe in atto per la ricerca e le esplorazioni prevenire i potenziali impatti così da poter intervenire per minimizzarli. Cosa che invece non ha fatto. Anche se con il recente accordo che ha firmato con la Regione Toscana forse sarà possibile ottenere qualche cosa in più rispetto al passato>>

Ci sono molte opposizioni anche per quanto riguarda il tema del depauperamento delle falde

<<Su questo so che ci sono stati molti studi, in particolare sull’Amiata, con risultati anche controversi. Un tema che lascio quindi agli esperti. Ma è evidente che è necessario porre la massima attenzione al territorio in cui si opera e questo vale per tutto, senza esclusione per le energie rinnovabili. Come bisogna fare in modo di far bene l’eolico, il fotovoltaico, l’idroelettrico. Se si vuole si può operare bene e nel rispetto dell’ambiente, del paesaggio e delle popolazioni che vivono sul territorio in cui si va ad operare. Ma è necessario che le rinnovabili vedano un maggior impulso nel prossimo futuro e la geotermia potrà avere sicuramente un maggior sviluppo nell’ambito degli obiettivi europei.>>

 

Redazione - 2010-08-06

 
By Dr Wolf
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