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In mostra le 39 aziende del futuro

Le energie rinnovabili protagoniste dell’Expo che si è aperto a Pomarance oggi è attesa l’assessore regionale all’ambiente Anna Rita Bramerini

Il Tirreno, Cronaca di Cecina
Francesca Lombardi (ha collaborato Vinicio Bibbiani)
2009-09-04

Si è aperto ieri l’“Expo Pomarance - Tecnologie da & per le energie rinnovabili”, una manifestazione che conta la partecipazione di 39 aziende che operano nei vari settori dell’economia a livello regionale, nazionale ed anche europeo. Al taglio del nastro nello spazio coperto di 1.200 metri quadrati, predisposto nell’area Pip di Santo Stefano, era presente il presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni.

«L’occasione offerta da “Expo Pomarance” è vista con particolare interesse - ha affermato il presidente Pieroni - visto che si inquadra perfettamente nel percorso che la Provincia di Pisa intende compiere per la valorizzazione delle fonti di energia rinnovabile del nostro territorio. In particolare, sottolineo l’importanza della geotermia che rappresenta un patrimonio per l’intera regione».

Soddisfatto della prima giornata uno degli organizzatori dell’iniziativa, Alessandro Muzzupappa del Centro Servizi di Pomarance. «Abbiamo avuto un buon riscontro - spiega Muzzupappa -, gli standisti sono rimasti soddisfatti dell’ospitalità ricevuta e alcuni hanno già confermato la loro presenza per la prossima edizione che avrà cadenza biennale».

Uno sforzo ingente quello della macchina organizzativa dell’evento: 1.280 ore di lavoro di operatori generici per montare le strutture, 480 ore di lavoro di personale elettronico, elettrico e meccanico specializzato, servizio di hostess, sorveglianza, ristorazione, programmazione e gestione con risorse derivate interamente dalla Valdicecina. «È sicuramente un orgoglio essere riusciti a creare un evento di queste dimensioni nel territorio della Valdicecina», sottolinea Muzzupappa.

L’expo prosegue anche oggi con il convegno dal titolo “Il piccolo eolico pensa in grande”, promosso dal Centro Internazionale Trasferimento Tecnologico e con la tavola rotonda “Progetti di sviluppo geotermici in Toscana”. Prevista la presenza dell’assessore regionale all’ambiente e all’energia Anna Rita Bramerini.

Questi gli espositori: Centro Servizi Pomarance, Vivicom, Cacif, Dmd, Formet, Costruzioni meccaniche Bertoli, Bertoli Group, Aurora Assicurazioni, Toscana Impianti, Renox, Flame Spay, Meccanica Industriale, Enery Service, Drillmec, Pramac, Cne, Tse, Brugg Italia, Geo Energy Service, Agenzia Fioravanti, Logstor Italia srl, Usolver spa, Samminiatese Pozzi, Larderello Impianti, Toscana Eco Fanghi, Omp, Cassa di Risparmio di Volterra, Ecoservizi, Galetti A&A, Comune di Pomarance, Granchi Group, Cosvig, Promec, Corade, Caf e Enel Green Power spa.

Editoriale
La nuova finanziaria regionale e la programmazione delle FER: il ruolo di CoSviG

DispenserTv, in onda ogni sabato alle ore 13 su TVR Teleitalia-7Gold, canale 77 digitale terrestre, torna il 31 marzo con una puntata dedicata al seminario di CoSviG per i soci del Consorzio, che si è tenuto il 24 febbraio al Teatro de Larderel di Pomarance su: Finanziaria regionale e nuova programmazione delle Fer. GeotermiaNews ha incontrato il direttore di CoSviG, Sergio Chiacchella

Quale è il futuro e quale il ruolo di CoSviG nell’ambito della programmazione regionale?

Come ha ricordato Edo Bernini (coordinatore dell'area Ambiente, Energia e Cambiamenti Climatici della Regione Toscana. Ndr) nel suo intervento, le condizioni attuali sono incoraggianti e rappresentano uno stimolo per il ruolo che il nostro Consorzio potrà avere nei prossimi anni. 

E quale è questo ruolo?

«Oggi CoSviG rappresenta tutta l’area geotermica toscana e riveste un ruolo che si estrinseca nella promozione di iniziative di sviluppo sostenibile a partire dalla valorizzazione delle risorse endogene dei territori. Questo significa far crescere i territori nell’ottica di uno sviluppo sostenibile; ruolo e che ci ha portato a siglare l’Accordo di programma “Distretto delle Energie Rinnovabili” nel 2006, a finanziare centri di ricerca e sviluppo e ad incentivare la produzione da fonti energetiche rinnovabili, a sostenere iniziative di riqualificazione territoriale. Quindi una scommessa vinta».

Proprio sui centri di ricerca ci sono grosse novità, vero?

Indubbiamente. I due centri originari CITT e CEGL dopo un periodo autonomo in cui hanno maturato esperienze indipendenti ognuno nel proprio settore di competenza, sono confluiti all'interno di un'unica struttura, EnerGea, che sarà, anzi è, uno strumento a servizio della Regione Toscana e dei territori, sopratutto per quanto riguarda la valorizzazione delle energie rinnovabili e delle peculiarità di area. Ma non solo. Abbiamo vinto un bando regionale che ci ha fatto divenire capofila del Polo PIERRE (Polo Innovazione per le Energie Rinnovabili), un progetto che trova la sua conferma nell'attuale politica regionale che noi, in un certo senso, abbiamo anticipato. Da questo punto di vista riteniamo che l'incremento della competitività delle imprese toscane possa e debba passare anche da strutture di questo genere. Ma non siamo evidentemente i soli a credere in questo progetto se siamo riusciti a catalizzare l'attenzione di oltre 210 imprese che hanno richiesto di aderire, tutte le Università toscane e tutti i più qualificati centri di servizio.

L’obiettivo è offrire un contributo per diminuire la fragilità del sistema e incidere positivamente sia sulla crescita di competitività che sull'innovazione.

E poi c'è il Distretto Tecnologico sulle Fonti Energetiche Rinnovabili...

«La Regione Toscana ha completato il percorso sui distretti e ha promosso il distretto tecnologico sulle Fer di cui oggi costituiamo la segreteria operativa e in cui abbiamo utilizzato l’esperienza del polo come startup per il distretto portando in dote già 200 aziende. Il polo è destinato a confluire nel distretto e a stare all’interno di un progetto più ambizioso. Noi continueremo a partecipare ai bandi che ci saranno ma soprattutto crediamo di aver creato una rete tra il mondo della ricerca e dell'innovazione e le imprese».

Ritorniamo adesso alla geotermia. Quali novità ci sono?

«Il Dlg 22/2010 ha liberalizzato il settore e noi ci siamo ritagliati un ruolo per rendere quanto più compatibile sul territorio la geotermia attraverso una forte spinta verso la massima ambientalizzazione dell'attività esistente e per la creazione di una 'filiera geotermica toscana».

La valorizzazione delle medie e basse entalpie è la parte che ci ha visto più impegnati: nel panorama dei permessi di ricerca operiamo nelle tre province di riferimento (Grosseto, Pisa, Siena) con due istanze di ricerca per impianti pilota a Montecatini Val di Cecina e Radicondoli e una piccola utilizzazione di interesse locale (basata sul ciclo binario) a Monterotondo Marittimo».

«Questi progetti possono essere elemento di crescita e valorizzazione del territorio e possono essere elemento replicabile di un settore della geotermia poco sfruttato e che impiega acqua a 100-120 gradi».

Quindi geotermia “pulita”, ad impatto zero?

«Non esistono pasti gratis: anche il ciclo binario non è a impatto zero, ha emissioni nulle se ben condotto ma consuma territorio, quindi, impatto visivo e anche rumore. Lo stesso progetto Milia a Monterotondo marittimo, una centrale che ha una potenza di 640 KWe, usa refrigeranti ad aria che occupano più territorio e creano alcune problematiche relative alla rumorosità. Problemi che possono essere mitigati ma che hanno bisogno di gestione –e non di essere subiti- da parte delle amministrazioni locali».

Per quanto riguarda l'immediato futuro?

Stiamo lavorando in questo periodo ai progetti di sviluppo sul territorio che verranno finanziati anche grazie al Fondo Geotermico e per cui l'accordo territoriale sottoscritto nel 2008 rappresenta il punto di riferimento.

«All’interno dell’accordo i compiti di CoSviG sono ben delineati: aggiornamento del piano triennale e il relativo monitoraggio, oltre alla gestione tecnico-operativa dei progetti».

«Il primo triennio con i fondi 2008-2010 ha funzionato: oggi occorre risolvere alcune questioni operative per il trienno 2011-2013. Il tavolo istituzionale ha dato mandato a CoSviG di perfezionare un documento nel quale proponiamo che CoSviG abbia l’incarico di gestire il piano triennale mantenendo la filosofia e la sostanza dell’accordo con verifica annuale prevedendo l’interruzione del mandato qualora si verifichino criticità di gestione».

Redazione - 2012-03-30

 
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