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Bioarchitettura. Gli impianti geotermici: l’ alternativa del futuro

Una risorsa rinnovabile: dal calore della terra il benessere per la tua casa.

Mondocasablog.com
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2009-05-14

L’ energia geotermica è molto antica: veniva sfruttata migliaia di anni fa in Cina, nell’ Antica Roma e nel bacino mediterraneo per realizzare reti di riscaldamento e di acqua calda. Non è, quindi, un fenomeno d’ oggi, ma una riscoperta nel campo delle energie alternative.
La geotermia, infatti, è una fonte energetica naturale, utilizzabile in condomini, abitazioni, alberghi ecc., per fornire riscaldamento o climatizzazione degli ambienti interni. La nuova ecoedilizia ha fatto proprio questo beneficio che viene da Madre Terra per trasformare le abitazioni in luoghi caldi in inverno e freschi d’ estate senza ricorrere ai tradizionali impianti di riscaldamento o climatizzazione, ma mediante gli impianti geotermici, che vengono installati in particolar modo nelle nuove costruzioni, pur non escludendo quelle esistenti.
Gli impianti geotermici nell’ ecoedilizia sono già realtà in molti paesi europei: consentono forti risparmi sulla bolletta del gas e apportano minore inquinamento ambientale. Per questi motivi sono diffusi nei paesi dove si riscontra una maggiore sensibilità ecologista, come la Svizzera, ad esempio.
Naturalmente, l’ ammortamento della spesa iniziale, come tutti gli investimenti nel settore del rinnovabile, richiede un periodo di più anni in base all’ entità dell’impianto. Nel caso dell’ impianto di climatizzazione o raffrescamento naturale l’ ammortamento della spesa è più breve. Informatevi presso l’ azienda installatrice di vostra fiducia o richiedete più preventivi.
Il riscaldamento geotermico è, dunque, una tecnologia che sfrutta l’ energia gratuita e rinnovabile contenuta nel terreno per riscaldare le abitazioni individuali e collettive a costo inferiore, se rapportato al normale costo di funzionamento del riscaldamento a gas o a nafta. Il suo consumo, infatti, è di 1 kWh di elettricità per ottenere 3 o 4 kWh di energia prodotta dalla pompa di calore. Al vantaggio economico va aggiunto l’ assenza di impatto ambientale, in virtù della mancata produzione di emissioni di monossido e diossido di carbonio nell’ atmosfera.

Vantaggi pratici
L’ energia sotto i vostri piedi sempre disponibile, indipendenza dal prezzo del gas e del petrolio, nessuna emissione nell’ atmosfera, nessuna manutenzione, risparmio fino all’ 80% dei costi energetici, l’ energia geotermica è gratuita. Riscaldare e raffreddare 24 ore al giorno 365 giorni all’anno. Applicabile anche per ristrutturazioni.
Vantaggi economici
La minigeotermia contribuisce a rilanciare il settore edile e l’ occupazione e inoltre:
* Riduce la spesa in bolletta dei proprietari degli immobili
* Riduce l’ importazione di petrolio o gas nel nostro Paese
* Migliora la qualità dell’ aria e dell’ambiente in cui viviamo
* Il minore inquinamento dell’ aria riduce il rischio per la propria salute (minore spese sanitarie private)
* Una migliore salute della cittadinanza implica una minore spesa nella sanità pubblica (e pertanto minori imposte)
* Un minore inquinamento di CO2 migliora la situazione italiana nel Protocollo di Kyoto
Questi sono i vantaggi tipici delle risorse rinnovabili. Gli impianti geotermici insieme a tutti gli altri accorgimenti dell’ ecoedilizia sono una risposta concreta e immediata.
Memoranda
A parità di superficie l’ installazione di un impianto geotermico costa come un impianto di riscaldamento tradizionale a gasolio, metano o GPL, oltre al vantaggio di riscaldare la casa, produrre acqua calda sanitaria e rinfrescare l’ abitazione d’ estate. L’ installazione di un sistema di riscaldamento geotermico richiede l’ intervento di imprese specializzate, le sole che potranno controllare e garantire la qualità dei materiali ed assicurarvi una posa ottimale del vostro impianto.
Utilizzando un impianto ad acqua calda all’ interno della propria abitazione, sarà possibile cambiare sorgente di energia in ogni momento. L’ impianto è in totale sicurezza. La geotermia sfrutta da un lato l’ energia naturale della terra e dall’ altro l’energia elettrica per il trasferimento di questa energia all’ interno dell’ abitazione. In casa il sistema di riscaldamento sfrutta l’ acqua del rubinetto mentre all’ esterno le sonde sono riempite di liquido frigorifero atossico o acqua con antigelo. Non vi è dunque nulla di pericoloso nell’ impianto: nessun liquido infiammabile, nessun rischio di esplosione, nessun odore.
Questo tipo di impianto di riscaldamento non necessita di manutenzione specifica. L’ assenza di combustione evita la pulizia delle polveri e delle canne fumarie. Inoltre il sistema impiantistico all’ interno della casa funziona a circuito chiuso e quindi non sarà necessario caricare l’ acqua che circola ad esempio nel pavimento radiante.
L’ energia prodotta dal terreno è un’ energia totalmente gratuita ed inesauribile, che esiste allo stato naturale nel suolo, regolarmente rinnovata dall’ apporto del vento, del sole e della pioggia. Il riscaldamento è assicurato durante tutto l’ inverno, in quanto la terra immagazzina, qualunque sia la temperatura esterna, una quantità notevole di energia, sempre rinnovata dal sole e dalla pioggia. Molto utilizzato in Germania e Svizzera, il riscaldamento geotermico è perfettamente adatto a climi rigidi.
In estate è possibile rinfrescare la propria abitazione grazie al pavimento radiante. L’ acqua che vi circola verrà infatti raffreddata tra 18° e 20°, il che consente di rinfrescare la casa. Un semplice dispositivo d’ inversione di ciclo all’ interno della pompa di calore permette tale opzione. Pertanto, il miglior sistema di distribuzione della temperatura all’ interno di un’ abitazione è il pavimento radiante.
Un impianto di riscaldamento geotermico si può installare anche in una casa esistente e può assicurare la produzione di acqua calda sanitaria per i bisogni di tutta la famiglia. Grazie al calore generato dall’ impianto, sono sempre disponibili 300 litri di acqua calda.
Concludendo, caldo d’ inverno, fresco d’ estate: comfort tutto l’ anno con gli impianti geotermici.


Editoriale
La nuova finanziaria regionale e la programmazione delle FER: il ruolo di CoSviG

DispenserTv, in onda ogni sabato alle ore 13 su TVR Teleitalia-7Gold, canale 77 digitale terrestre, torna il 31 marzo con una puntata dedicata al seminario di CoSviG per i soci del Consorzio, che si è tenuto il 24 febbraio al Teatro de Larderel di Pomarance su: Finanziaria regionale e nuova programmazione delle Fer. GeotermiaNews ha incontrato il direttore di CoSviG, Sergio Chiacchella

Quale è il futuro e quale il ruolo di CoSviG nell’ambito della programmazione regionale?

Come ha ricordato Edo Bernini (coordinatore dell'area Ambiente, Energia e Cambiamenti Climatici della Regione Toscana. Ndr) nel suo intervento, le condizioni attuali sono incoraggianti e rappresentano uno stimolo per il ruolo che il nostro Consorzio potrà avere nei prossimi anni. 

E quale è questo ruolo?

«Oggi CoSviG rappresenta tutta l’area geotermica toscana e riveste un ruolo che si estrinseca nella promozione di iniziative di sviluppo sostenibile a partire dalla valorizzazione delle risorse endogene dei territori. Questo significa far crescere i territori nell’ottica di uno sviluppo sostenibile; ruolo e che ci ha portato a siglare l’Accordo di programma “Distretto delle Energie Rinnovabili” nel 2006, a finanziare centri di ricerca e sviluppo e ad incentivare la produzione da fonti energetiche rinnovabili, a sostenere iniziative di riqualificazione territoriale. Quindi una scommessa vinta».

Proprio sui centri di ricerca ci sono grosse novità, vero?

Indubbiamente. I due centri originari CITT e CEGL dopo un periodo autonomo in cui hanno maturato esperienze indipendenti ognuno nel proprio settore di competenza, sono confluiti all'interno di un'unica struttura, EnerGea, che sarà, anzi è, uno strumento a servizio della Regione Toscana e dei territori, sopratutto per quanto riguarda la valorizzazione delle energie rinnovabili e delle peculiarità di area. Ma non solo. Abbiamo vinto un bando regionale che ci ha fatto divenire capofila del Polo PIERRE (Polo Innovazione per le Energie Rinnovabili), un progetto che trova la sua conferma nell'attuale politica regionale che noi, in un certo senso, abbiamo anticipato. Da questo punto di vista riteniamo che l'incremento della competitività delle imprese toscane possa e debba passare anche da strutture di questo genere. Ma non siamo evidentemente i soli a credere in questo progetto se siamo riusciti a catalizzare l'attenzione di oltre 210 imprese che hanno richiesto di aderire, tutte le Università toscane e tutti i più qualificati centri di servizio.

L’obiettivo è offrire un contributo per diminuire la fragilità del sistema e incidere positivamente sia sulla crescita di competitività che sull'innovazione.

E poi c'è il Distretto Tecnologico sulle Fonti Energetiche Rinnovabili...

«La Regione Toscana ha completato il percorso sui distretti e ha promosso il distretto tecnologico sulle Fer di cui oggi costituiamo la segreteria operativa e in cui abbiamo utilizzato l’esperienza del polo come startup per il distretto portando in dote già 200 aziende. Il polo è destinato a confluire nel distretto e a stare all’interno di un progetto più ambizioso. Noi continueremo a partecipare ai bandi che ci saranno ma soprattutto crediamo di aver creato una rete tra il mondo della ricerca e dell'innovazione e le imprese».

Ritorniamo adesso alla geotermia. Quali novità ci sono?

«Il Dlg 22/2010 ha liberalizzato il settore e noi ci siamo ritagliati un ruolo per rendere quanto più compatibile sul territorio la geotermia attraverso una forte spinta verso la massima ambientalizzazione dell'attività esistente e per la creazione di una 'filiera geotermica toscana».

La valorizzazione delle medie e basse entalpie è la parte che ci ha visto più impegnati: nel panorama dei permessi di ricerca operiamo nelle tre province di riferimento (Grosseto, Pisa, Siena) con due istanze di ricerca per impianti pilota a Montecatini Val di Cecina e Radicondoli e una piccola utilizzazione di interesse locale (basata sul ciclo binario) a Monterotondo Marittimo».

«Questi progetti possono essere elemento di crescita e valorizzazione del territorio e possono essere elemento replicabile di un settore della geotermia poco sfruttato e che impiega acqua a 100-120 gradi».

Quindi geotermia “pulita”, ad impatto zero?

«Non esistono pasti gratis: anche il ciclo binario non è a impatto zero, ha emissioni nulle se ben condotto ma consuma territorio, quindi, impatto visivo e anche rumore. Lo stesso progetto Milia a Monterotondo marittimo, una centrale che ha una potenza di 640 KWe, usa refrigeranti ad aria che occupano più territorio e creano alcune problematiche relative alla rumorosità. Problemi che possono essere mitigati ma che hanno bisogno di gestione –e non di essere subiti- da parte delle amministrazioni locali».

Per quanto riguarda l'immediato futuro?

Stiamo lavorando in questo periodo ai progetti di sviluppo sul territorio che verranno finanziati anche grazie al Fondo Geotermico e per cui l'accordo territoriale sottoscritto nel 2008 rappresenta il punto di riferimento.

«All’interno dell’accordo i compiti di CoSviG sono ben delineati: aggiornamento del piano triennale e il relativo monitoraggio, oltre alla gestione tecnico-operativa dei progetti».

«Il primo triennio con i fondi 2008-2010 ha funzionato: oggi occorre risolvere alcune questioni operative per il trienno 2011-2013. Il tavolo istituzionale ha dato mandato a CoSviG di perfezionare un documento nel quale proponiamo che CoSviG abbia l’incarico di gestire il piano triennale mantenendo la filosofia e la sostanza dell’accordo con verifica annuale prevedendo l’interruzione del mandato qualora si verifichino criticità di gestione».

Redazione - 2012-03-30

 
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