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Ancona: La geotermia per tutti

I risultati del progetto di ricerca "Sistemi avanzati di produzione per geotermia" Convegno venerdì 6 novembre ad Ancona nella Sala del Rettorato dell’Università Politecnica delle Marche

Corriere news.it
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2009-11-03

Si terrà venerdì 6 novembre ad Ancona, nella Sala del Rettorato dell’Università Politecnica delle Marche, il Convegno “La geotermia per tutti”, durante il quale verranno presentati i risultati del progetto di ricerca “Sistemi avanzati di produzione per geotermia”. Lo studio, cofinanziato dalla Regione Marche e condotto da Università Politecnica delle Marche, Università di Urbino, Università di Camerino e laboratorio di ricerca Eta, fornisce le ragioni scientifiche di una importante innovazione apportata al settore da Energy Resources, azienda nata ad Ancona che opera nel campo delle energie rinnovabili.
L’iniziativa è stata presentata alla stampa nel capoluogo dorico, presso la sede del Rettorato della Politecnica, dal rettore Marco Pacetti, dall’assessore all’Energia e fonti rinnovabili della Regione Marche Fabio Badiali, dall’amministratore delegato di Energy Resources Enrico Cappanera e, per la parte scientifica, dai docenti dei tre atenei che hanno condotto la ricerca: Sauro Longhi (Politecnica delle Marche), Marco Menichetti (Urbino) e Maria Letizia Corradini (Camerino).
Il rettore Pacetti e l’assessore Badiali hanno sottolineato l’importanza della sinergia tra iniziativa imprenditoriale, sostegno pubblico e competenza tecnico-scientifica che consentono alle Marche di essere all’avanguardia nella geotermia, oggi ancora poco diffusa in Italia, grazie alla messa a punto di una speciale sonda a spirale che abbatte i costi di installazione, rendendo questa forma di energia rinnovabile decisamente più accessibile: “Un’operazione esemplare – ha detto Pacetti – che vede coinvolte ben tre università marchigiane e un’impresa in forte espansione e che è stata avviata grazie a risorse regionali; una sinergia fondamentale per introdurre tecnologie che hanno risvolti importanti sulle scelte ambientali e sulla vita di tutti i cittadini”.
“Su questo terreno bisogna fare sistema – ha detto Badiali – una risorsa come l’energia geotermica va studiata sempre meglio. Qui università e impresa hanno un ruolo fondamentale, sta al pubblico dare il sostegno economico. Come Regione attraverso il Programma azioni innovative abbiamo già messo in campo 18 milioni di euro”. Come ha evidenziato Enrico Cappanera, lo studio ha consentito di ottenere un brevetto internazionale; le prime applicazioni riguardano grandi strutture come la nuova sede della Rainbow a Loreto e l’eco –resort Ca’ Virginia a San Giorgio di Montecalvo in Foglia (Pu) ma anche realtà più piccole, come la pizzeria Vecchio Rotone a Moie. L’amministratore delegato di Energy Resources ha messo in evidenza come oggi, grazie ad un geotermico alla portata di tutti e all’integrazione con altre forme di energie rinnovabili, sia sempre più facile realizzare edifici a zero emissioni, anche per normali abitazioni.
I docenti universitari, nelle rispettivi ambiti di ricerca, hanno illustrato le complessità del progetto, che ha studiato le applicazioni della nuova tecnologia, sviluppando metodologie per rendere più disponibile la geotermia grazie a costi contenuti, efficienza energetica e rispetto dell’ambiente.

Editoriale
La nuova finanziaria regionale e la programmazione delle FER: il ruolo di CoSviG

DispenserTv, in onda ogni sabato alle ore 13 su TVR Teleitalia-7Gold, canale 77 digitale terrestre, torna il 31 marzo con una puntata dedicata al seminario di CoSviG per i soci del Consorzio, che si è tenuto il 24 febbraio al Teatro de Larderel di Pomarance su: Finanziaria regionale e nuova programmazione delle Fer. GeotermiaNews ha incontrato il direttore di CoSviG, Sergio Chiacchella

Quale è il futuro e quale il ruolo di CoSviG nell’ambito della programmazione regionale?

Come ha ricordato Edo Bernini (coordinatore dell'area Ambiente, Energia e Cambiamenti Climatici della Regione Toscana. Ndr) nel suo intervento, le condizioni attuali sono incoraggianti e rappresentano uno stimolo per il ruolo che il nostro Consorzio potrà avere nei prossimi anni. 

E quale è questo ruolo?

«Oggi CoSviG rappresenta tutta l’area geotermica toscana e riveste un ruolo che si estrinseca nella promozione di iniziative di sviluppo sostenibile a partire dalla valorizzazione delle risorse endogene dei territori. Questo significa far crescere i territori nell’ottica di uno sviluppo sostenibile; ruolo e che ci ha portato a siglare l’Accordo di programma “Distretto delle Energie Rinnovabili” nel 2006, a finanziare centri di ricerca e sviluppo e ad incentivare la produzione da fonti energetiche rinnovabili, a sostenere iniziative di riqualificazione territoriale. Quindi una scommessa vinta».

Proprio sui centri di ricerca ci sono grosse novità, vero?

Indubbiamente. I due centri originari CITT e CEGL dopo un periodo autonomo in cui hanno maturato esperienze indipendenti ognuno nel proprio settore di competenza, sono confluiti all'interno di un'unica struttura, EnerGea, che sarà, anzi è, uno strumento a servizio della Regione Toscana e dei territori, sopratutto per quanto riguarda la valorizzazione delle energie rinnovabili e delle peculiarità di area. Ma non solo. Abbiamo vinto un bando regionale che ci ha fatto divenire capofila del Polo PIERRE (Polo Innovazione per le Energie Rinnovabili), un progetto che trova la sua conferma nell'attuale politica regionale che noi, in un certo senso, abbiamo anticipato. Da questo punto di vista riteniamo che l'incremento della competitività delle imprese toscane possa e debba passare anche da strutture di questo genere. Ma non siamo evidentemente i soli a credere in questo progetto se siamo riusciti a catalizzare l'attenzione di oltre 210 imprese che hanno richiesto di aderire, tutte le Università toscane e tutti i più qualificati centri di servizio.

L’obiettivo è offrire un contributo per diminuire la fragilità del sistema e incidere positivamente sia sulla crescita di competitività che sull'innovazione.

E poi c'è il Distretto Tecnologico sulle Fonti Energetiche Rinnovabili...

«La Regione Toscana ha completato il percorso sui distretti e ha promosso il distretto tecnologico sulle Fer di cui oggi costituiamo la segreteria operativa e in cui abbiamo utilizzato l’esperienza del polo come startup per il distretto portando in dote già 200 aziende. Il polo è destinato a confluire nel distretto e a stare all’interno di un progetto più ambizioso. Noi continueremo a partecipare ai bandi che ci saranno ma soprattutto crediamo di aver creato una rete tra il mondo della ricerca e dell'innovazione e le imprese».

Ritorniamo adesso alla geotermia. Quali novità ci sono?

«Il Dlg 22/2010 ha liberalizzato il settore e noi ci siamo ritagliati un ruolo per rendere quanto più compatibile sul territorio la geotermia attraverso una forte spinta verso la massima ambientalizzazione dell'attività esistente e per la creazione di una 'filiera geotermica toscana».

La valorizzazione delle medie e basse entalpie è la parte che ci ha visto più impegnati: nel panorama dei permessi di ricerca operiamo nelle tre province di riferimento (Grosseto, Pisa, Siena) con due istanze di ricerca per impianti pilota a Montecatini Val di Cecina e Radicondoli e una piccola utilizzazione di interesse locale (basata sul ciclo binario) a Monterotondo Marittimo».

«Questi progetti possono essere elemento di crescita e valorizzazione del territorio e possono essere elemento replicabile di un settore della geotermia poco sfruttato e che impiega acqua a 100-120 gradi».

Quindi geotermia “pulita”, ad impatto zero?

«Non esistono pasti gratis: anche il ciclo binario non è a impatto zero, ha emissioni nulle se ben condotto ma consuma territorio, quindi, impatto visivo e anche rumore. Lo stesso progetto Milia a Monterotondo marittimo, una centrale che ha una potenza di 640 KWe, usa refrigeranti ad aria che occupano più territorio e creano alcune problematiche relative alla rumorosità. Problemi che possono essere mitigati ma che hanno bisogno di gestione –e non di essere subiti- da parte delle amministrazioni locali».

Per quanto riguarda l'immediato futuro?

Stiamo lavorando in questo periodo ai progetti di sviluppo sul territorio che verranno finanziati anche grazie al Fondo Geotermico e per cui l'accordo territoriale sottoscritto nel 2008 rappresenta il punto di riferimento.

«All’interno dell’accordo i compiti di CoSviG sono ben delineati: aggiornamento del piano triennale e il relativo monitoraggio, oltre alla gestione tecnico-operativa dei progetti».

«Il primo triennio con i fondi 2008-2010 ha funzionato: oggi occorre risolvere alcune questioni operative per il trienno 2011-2013. Il tavolo istituzionale ha dato mandato a CoSviG di perfezionare un documento nel quale proponiamo che CoSviG abbia l’incarico di gestire il piano triennale mantenendo la filosofia e la sostanza dell’accordo con verifica annuale prevedendo l’interruzione del mandato qualora si verifichino criticità di gestione».

Redazione - 2012-03-30

 
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